Stop alla legge sull'omofobia. Caos nel Pd e nel Pdl
Lettera aperta a Paola Binetti: "Vattene dal Pd" di Pierfrancesco Majorino
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Non si procederà più all'esame del provvedimento che inseriva tra le aggravanti dei reati i fatti commessi "per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato". La maggioranza, insieme all'Udc, aveva chiesto un rinvio in Commissione. Tuttavia, una volta in Aula, il Pdl ha cambiato idea e ha votato per il proseguimento dell'esame e l’immediata votazione della pregiudiziale di costituzionalità. "C’era un accordo - spiega Beatrice Lorenzin del Pdl - per rinviare il testo in Commissione, rimediare ai profili di incostituzionalità e poi riportare rapidamente il ddl all'esame dell'aula entro novembre. Poi, poco prima della votazione, un esponente del Pd si è avvicinato ai banchi della presidenza e ha spiegato che o si esplicitava il ritorno in Aula a novembre o loro avrebbero votato contro. A quel punto, violato il patto, anche noi abbiamo votato contro".
L'esito provoca un aspro scontro tra maggioranza e opposizione. E suscita malumori all'interno del Pd. La deputata Paola Binetti ha infatti votato con il Centrodestra la pregiudiziale di costituzionalità. Durissimo il commento di Dario Franceschini: "È un problema, un signor problema. La legge è stata bocciata dalla destra ed è una vergogna - prosegue il segretario del Pd -, perché dopo che tanti si erano detti disponibili a norme contro l'omofobia, che non dovrebbero avere colore politico, hanno votato compatti insieme all'Udc per bloccare la legge. La risposta che si dà agli omosessuali è che la legge non si fa, dovrebbero vergognarsi". La Binetti risponde alle critiche: "Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull'omosessualità potevano essere individuate come un reato... le mie e quelle di tante altre persone. Il testo era ambiguo, io ho votato per rinviarlo in Commissione e migliorarlo ma la richiesta di rinvio è stata bocciata. C’era un'ambiguità che giustificava le mie riserve". Secondo Pierluigi Bersani, il fatto che la Binetti si sia allineata alla maggioranza dimostra che nel Pd "qualche problema c'è", ma ad affossare la legge è stata "la maggioranza. Non vorrei che passasse in seconda linea il fatto di fondo", aggiunge il candidato alla segreteria del Pd, ovvero "che altri hanno fermato la legge. La maggioranza ha votato contro".



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