Voto Usa/ Gasparri (Pdl) ad Affaritaliani.it: "Mi fanno un po' ridere tutti questi del Centrodestra che adesso 'obameggiano'"
"Penso che vincerà Obama ma voterei per McCain. Perché non faccio parte dei conformisti che saltano sul carro del vincitore. Quello di Obama è sbagliato ma tutti dicono che ormai vince e non c'è una dichiarazione a favore di McCain da settimane". Così il capogruppo del Popolo della Libertà al Senato, Maurizio Gasparri, intervistato da Affaritaliani.it, sulle elezioni presidenziali Usa. L'esponente di Alleanza Nazionale attacca i suoi stessi colleghi di partito: "Mi fanno un po' ridere tutti questi del Centrodestra che adesso 'obameggiano', vittime della campagna mediatica che ha anche riflessi in Italia. D'altronde in libreria c'erano scaffali di volumi su Obama e nemmeno un volantino di McCain. Dopodiché, siccome i problemi veri sono l'economia, le tasse, la lotta al terrorismo e al fondamentalismo... McCain e la ricetta dei repubblicani sono migliori, ma può darsi che vincerà Obama. Non sempre vince il migliore". E il presidente del Consiglio? "Berlusconi è talmente bravo nei rapporti personali che riesce a stabilire un feeling anche con chi, casomai, non lo meriterebbe. Credo quindi che i rapporti istituzionali e personali non subiranno alcun cambiamento. Se dovesse vincere il candidato democratico dovremmo assorbirci Veltroni, l'Obama de no' altri... si ricordi piuttosto la batosta alle Politiche prima e poi al Comune di Roma dopo una gestione fallimentare. Quindi massima attenzione agli Obama de no' altri".
BERLUSCONI 'EQUIDISTANTE' - Ma che cosa si auspica in realtà il premier? Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha parlato di "similitudini" tra Berlusconi e Obama. E dall'entourage del Cavaliere spiegano l'uscita del numero uno della Farnesina come un modo per riequilibrare la debole dichiarazione a favore di McCain di qualche settimana fa. Un modo per mantenere ottimi rapporti con chiunque conquisti la Casa Bianca. D'altronde, nel corso dell'ultimo viaggio negli Stati Uniti, il presidente del Consiglio ha incontrato sia il candidato repubblicano sia quello democratico. L'obiettivo del capo del governo è quello di conservare sul piano politico-istituzionale ma anche su quello prettamente umano un buon feeling con il successore di Bush. Anche e soprattutto in vista della guida italiana del G8.
OBAMA È AVANTI IN SEI DEGLI OTTO STATI-CHIAVE
Ore decisive per la 'corsa' alla Casa Bianca e i due protagonisti si giocano le ultime carte per vincere l'appuntamento con la storia. L'ultimo sondaggio Reuters/Zogby dà Barack Obama in testa in sei degli 8 Stati-chiave (tra i quali, anche i decisivi Florida e Ohio). Secondo la rilevazione giornaliera, Obama ha un vantaggio di 7 punti anche a livello nazionale (domenica erano 6). E a ventiquattr'ore dal voto, il senatore afro-americano è avanti di un punto in Missouri, di 2 in Florida, ma anche in Ohio, Virginia e Nevada, tutti Stati vinti da Bush nel 2004. Questi 5 stati assegnano insieme il 76 per cento dei 'grandi elettori'; e quindi, insieme agli Stati vinti da John Kerry nell'ultima tornata, darebbero al senatore dell'Illinois 328 'grandi elettori', decisamente più del necessario (270) per conquistare la Casa Bianca.
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Obama è anche in vantaggio di 11 punti in Pennsylvania, uno Stato in cui McCain ha giocato tutte le sue carte; ed è in vantaggio di 5 punti in Indiana e di uno in North Carolina, entrambi conquistati da Bush nel 2004. E dunque mentre tutti i sondaggi danno Obama con il vento in poppa (un sondaggio Gallup gli dava 10 punti vantaggio) a McCain non rimane che sperare negli indecisi, in coloro cioè che per ragioni razziali o per paura del cambiamento, potrebbero ribaltare le previsioni. Secondo il 'New York Times', il 4 per cento dell'elettorato non ha ancora deciso chi votare; e il dato è ancora più evidente in alcuni Stati.

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SPOT CHOC ANTI-OBAMA SU TV USA, SULLO SFONDO L'11/9
Uno spot anti-Obama sullo sfondo dell'attentato alle Torri Gemelle: è la coda velenosa della campagna elettorale per la Casa Bianca. "Non permettete a Obama di mettere in pericolo la sicurezza nazionale", è il messaggio di un filmato trasmesso a tamburo battente dalle reti televisive Cbs e Nbc. Sullo sfondo le immagini dell'11 settembre su cui compare il viso del candidato democratico e quello del suo vice, Joe Biden, che "predice un altro attentato": "Avremo una crisi internazionale - afferma Biden - una crisi creata ad arte per mettere alla prova questo uomo (Obama, ndr) vi garantisco che succederà". Lo spot, tutt'altro che "politicamente corretto", è stato finanziato dall'associazione conservatrice "Right Change".



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