Usa/ Obama presidente: "Il cambiamento è arrivato". Mea culpa di McCain. La cronaca dell'Election day
Barack Obama è stato eletto Presidente degli Stati Uniti. Come da previsione quindi il candidato democratico ha stravinto le elezioni Usa, favorito anche dalla situazione economica e dalla necessità del cambiamento. Sia La Camera che il Senato quindi saranno ampiamente in mano ai democratici, con una maggioranza inequivocabile. Sedici senatori in più su un totale di 96, e 233 deputati contro 145 dei repubblicani.
BUSH: LO ASPETTO. "Tutti gli americani devono essere orgogliosi, non importa come hanno votato, perché ieri hanno fatto la storia". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti George W. Bush in una dichiarazione dalla Casa Bianca, commentando l'elezione di Obama, che rappresenta "un sogno che si è realizzato" per la generazione del movimento dei diritti civili. Obama ha ottenuto una "notevole vittoria", ha detto Bush e ha promesso "completa cooperazione" al suo successore. Il presidente Usa lo ha pubblicamente invitato ad andare il prima possibile in visita alla Casa Bianca con la sua famiglia. E ha detto che fino al giuramento di Obama il 28 gennaio continuerà a svolgere la sua funzione "informando il senatore Obama su tutte le questioni importanti".
IL MOMENTO DEL TRIONFO - Alle 5 in punto (ora italiana) la Cnn rende ufficiale ciò che era già apparso chiaro fin dai primi exit poll: Barack Obama ha vinto le elezioni e diventerà il 44mo presidente della storia degli Stati Uniti d'America. Il primo presidente di colore, il primo presidente figlio di africano. Subito dopo John McCain ha telefonato al rivale facendogli i complimenti e alle 5,20 è apparso sul palco di Phoenix (Arizona), con a fianco la moglie e la candidata vice presidente Sarah Palin in lacrime, ammettendo la sconfitta.
I RISULTATI STATO PER STATO - Lo Stato natale di Barack Obama, le Hawaai, ha regalato al neopresidente il successo più rotondo, con il 71% dei voti contro il 26,5% andato a John McCain. La sua è stata una vittoria netta, quasi una vera valanga, pur se in quattro Stati chiave (Indiana, Virginia, Nord Carolina e Florida) è stata battaglia voto a voto. La svolta si è avuta intorno alle 3,30 quando, prima Fox News (tv tradizionalimente vicina ai repubblicani) e poi la Cnn hanno assegnato l'Ohio e i suoi pesanti 20 voti elettorali al candidato democratico. L'Ohio era stato decisivo nel 2004 per il successo di George W. Bush.
Subito dopo sono arrivate le assegnazioni di Iowa e New Mexico. A questo punto McCain avrebbe dovuto aggiudicarsi gli Stati della costa ovest, ma tutti i sondaggi della vigilia lo davano perdente. Il successo di Obama in Virginia è stata la mazzata finale alle ambizioni repubblicane e quando hanno chiuso gli Stati sulla costa del Pacifico, è stato solo una questione di conta matematica: Obama ha superato di slancio la soglia magica di 270 voti elettorali, che gli spalanca la strada verso Washington e la Casa Bianca. Alla fine Barack si è aggiudicato anche Florida, Colorado, Nord Carolina e Indiana degli Stati una volta feudi repubblicani, rendendo più netto il successo. McCain si è tolto una piccola soddisfazione aggiudicandosi il suo Stato dell'Arizona.
EN PLEIN DEI DEMOCRATICI AL SENATO E ALLA CAMERA. L'America del 5 novembre cambia volto. Oltre ad aver riconquistato la Casa Bianca dopo 8 anni di era George W. Bush, i democratici aumentano il controllo sul Congresso. Sale a quota 56 seggi la maggioranza democratica nel Senato mentre alla Camera l'asinello vede confermato l'ampio vantaggio conquistato a novembre del 2006. In particolare alla Camera alta i democratici si fermano a un passo da raggiungere quota 60 che blinda il Senato e impedisce all'opposizione qualsiasi forma di ostruzionismo. I democratici hanno conquistato 17 dei 35 seggi in palio, contro i 12 repubblicani. Tra questi il partito di Barack Obama ha strappato ai repubblicani sei seggi: New Hampshire, Virginia, West Virginia, New Mexico, North Carolina e Colorado. Nel voto di oggi erano in gioco 35 seggi del Senato di cui 23 repubblicani e 12 democratici. Alla Camera, mentre lo spoglio ancotra continua, il Partito democratico ha allargato di quattro seggi la precdente maggioranza di 235 parlamentari.
ISPANICI PER OBAMA; DECISIVI IN 3 STATI. Il voto della numerosa comunità ispanica è andato a Barack Obama. Secondo la Cnn il 66% dei cosiddetti 'latinos', che durante le primarie democratiche sostenevano Hillary Clinton, ha preferito il candidato democratico, contro il 33% che ha optato per John McCain. Il dato segna un netto spostamento a favore dell'Asinello rispetto al 2004 quando il 55% votò per John Kerry contro il 44% che si espresse a favore di George W. Bush. In particolare il voto ispanico è stato determinante in New Mexico, Nevada, Colorado.
Le parole di Barack Obama: il cambiamento è arrivato
"Se avevate dubbi sulla nostra democrazia, oggi avete avuto la vostra risposta". Sono state le prime parole del prossimo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sul palco del Grant Park a Chicago. "Ora il cambiamento è arrivato. Non ci sono Stati blu (democratici, ndr) e Stati rossi (repubblicani, ndr), ci sono gli Stati Uniti d'America". Obama ha poi ringraziato la propria famiglia, il suo vice presidente Joe Biden, e ha reso omaggio allo sconfitto, John McCain, con il quale "lavorerà per rinnovare il Paese". Un ricordo anche alla nonna, deceduta la sera prima.
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"Non ero il candidato più probabile per la Casa Bianca. Abbiamo incominciato con pochi soldi e pochi appoggi. La campagna è stata costruita sulle strade, con le persone che hanno donato anche solo 5 dollari, con chi i volontari che si sono sacrificati per dimostrare che in questo Paese si può avere un governo del popolo e per il popolo".
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"Ora dobbiamo affrontare i peggiori pericoli della nostra storia: la crisi economica, la lotta al terrorismo. Vi chiederò di aiutarmi di ricostruire questa nazione: mattone su mattone. Sarò sempre onesto con voi: vi ascolterò, anche se la penseremo diversamente. Il cammino davanti a noi sarà duro e ci sarà bisogno di stare uniti". Alle figlie Malia e Sasha, che per due anni hanno condiviso il padre con gli elettori, Barack Obama ha detto che "si sono meritate" il cagnolino promesso all'inizio della corsa alla Casa Bianca. Anche questo, nel discorso della vittoria del presidente eletto a Chicago.

Barack Obama
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(Segue/ Le parole di John McCain: resterò al servizio del Paese)



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