Obama fa il "tagliando": deve smettere di fumare

Lunedì, 1 marzo 2010 - 14:15:00


Obama fuma
Barack Obama
La salute di Barack Obama va meglio del suo indice di gradimento, ma è giunto il momento di dare un taglio alle sigarette. E' quanto gli hanno suggerito i medici al termine della prima visita di routine alla quale il presidente statunitense di e' sottoposto da quando e' alla Casa Bianca. La salute di Obama è "eccellente" hanno detto i sanitari dell'equipe del National Naval Medical Center di Bethesda, in Maryland, che per un'ora e mezzo lo hanno esaminato per concludere che puo' arrivare senza alcun problema medico fino alla fine del suo mandato.

I medici gli hanno raccomandato di "continuare con l'impegno a smettere di fumare" e di adottare una dieta che mantenga il colesterolo sotto i livelli di guardia. Obama, 48 anni, e' alto un metro e 86 e pesa 81,5 chili. Per mantenersi in forma fa ogni giorno un po' di esercizio: pesi, jogging, basket e golf. Il suo cuore ha 56 battiti al minuto e la pressione è 105/62. Il prossimo checkup sarà nell'agosto del 2011, quando compirà 50 anni.

IRAQ, NEWSWEEK: ALLA FIN FINE STA VINCENDO BUSH

In Iraq, alla fin fine sta vincendo George W. Bush, l'ex presidente degli Stati Uniti, ora che gli iracheni si accingono a scegliere tra 6.100 candidati per il Parlamento alle elezioni politiche del 7 marzo. Lo sostiene, suscitando una certa sorpresa vista la sua reputazione piuttosto 'liberal', il settimanale Newsweek, che nel numero in edicola dedica la copertina proprio a Bush. Accanto al titolo «Finalmente la vittoria, l'emergenza di un Iraq democratico», si vede l'ex presidente uscire dal campo di visione del fotografo, con i militari alle spalle, mentre cammina sulla portaerei Lincoln verso il suo elicottero.

Siamo al primo maggio 2003 e Bush ha appena pronunciato al largo di San Diego, in California, il suo (criticatissimo) discorso della vittoria sotto uno striscione che recita 'Missione Compiutà: riferendosi ovviamente alle guerra in Iraq, di cui ha dichiarato concluse le principali operazioni belliche in Iraq. «Forse non è ancora 'missione compiutà, ma è un inizio» scrive il settimanale, ricordando che il generale David Petraeus, ex comandante delle truppe Usa nel paese, considerato uno degli artefici del nuovo corso grazie all'intensificazione dell'azione militare quando le cose andavano male, parla di «Iraqacy», un neologismo che comprende sia la parola Iraq sia la parola democrazia. Più prudente, l'ambasciatore Usa a Baghdad, Chris Hill, ricorda che «il vero test della democrazia non è tanto il comportamento dei vincitori, quanto quello futuro di chi ha perso le elezioni».
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