Sarkozy contro tutti
IN: Barack Obama. Il presidente degli Stati Uniti si oppone alla proroga degli sgravi fiscali alle classi ricche voluti dal suo predecessore, George W. Bush. "Non e' per punire chi sta meglio - spiega nel discorso preparato per un comizio vicino a Cleveland, in Ohio - ma perche' non possiamo pernmetterci 700 miliardi di dollari di di sgravi fiscali". I Repubblicani vogliono che gli sgravi, in scadenza a fine anno, siano prolungati di uno o due anni. Il solo fatto di non rinnovarli per l'opposizione equivale a un aumento delle tasse. Le agevolazioni fiscali in vigore riguardano le famiglie con redditi superiori ai 250mila dollari annui (200mila per i single). Far scattare gli aumenti delle aliquote nei confronti di questi contribuenti sarebbe quindi un atto di sfida nei confronti dei Repubblicani.
OUT: Nicolas Sarkozy. Pugno duro del presidente francese sulla riforma delle pensioni. Non sono bastati i due milioni e mezzo di persone scese in piazza a fargli cambiare idea. Sarkozy considera l'innalzamento dell'età pensionabile da 60 a 62 anni una riforma necessaria e imprescindibile. L'unico cambiamento che è riuscita ad ottenere la piazza è l'esonero di coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni o che svolgono lavori usuranti.



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