Da "Yes we can" a "No we don't". Un anno dopo, la delusione Obama
Nei primi 100 giorni alla Casa Bianca, il presidente Usa contava con l'appoggio di 9 americani su 10 e aveva persino conquistato il 36% dei repubblicani. Ora i sondaggi invece non sono così rosei. Gli ultimi danno il presidente Usa in caduta (al 55%), superato persino dalla first lady Michelle Obama (al 61%) e dal segretario di Stato, la rivale delle primarie Hillary Clinton.
IL PRIMO DISCORSO DI OBAMA DA PRESIDENTE (PARTE I)
(PARTE II)
Ma numeri a parte, quello che contano sono i fatti. Obama è partito bene: dal piano di stimolo all'economia alla collaborazione bipartisan. Dalla politica dell'ascolto nei confronti dei "nemici" (Iran, Siria, Cuba e Venezuela) alla mano tesa al mondo arabo con il discorso de Il Cairo. E ancora la prima legge, quella sulla parità del salario tra uomo e donna e poi l'abolizione delle restrizioni imposte da Bush sulla ricerca delle cellule staminali, la chiusura di Guantanamo e la tanto attesa riforma della sanità, ancora in alto mare.
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Sono oltre 500 le promesse fatte da Barack Obama durante la campagna elettorale. Ma quante di queste sono state mantenute un anno dopo e quante sono state infrante? Affaritaliani.it fa le pulci al presidente americano:
PROMESSE MANTENUTE: 49. Tra le più importanti: creare un fondo per aiutare a pagare il mutuo delle casa; rafforzare i diritti degli utenti delle carte di credito; firmare la Convenzione Onu sui diritti dei disabili; inviare altri soldati in Afghanistan; annunciare la data del rimpatrio dei soldati Usa dall'Iraq; pronunciare un importante discorso sui rapporti con i musulmani nei primi 100 giorni della sua presidenza; garantire maggior trasparenza sui documenti presidenziali; includere vittime gay in reati di odio; creare uno 'zar' per la tecnologia; proibire doni da parte di lobby e lobbisti ai membri dell'amministrazione; investire in energie alternative; incoraggiare treni ad alta velocità; includere almeno un repubblicano nel suo gabinetto; abolire le restrizioni su ricerche staminali; regalare un cucciolo di cane alle figlie.
L'INSEDIAMENTO DI BARACK
PROMESSE INFRANTE: 7. Abolire tasse per gli anziani che guadagnano meno di 50 mila dollari l'anno; tenere per cinque giorni le leggi esposte su internet prima di firmarle; creare crediti fiscali per le aziende che aumentano i posti di lavoro; riconoscere il genocidio degli Armeni; negoziare la riforma sanitaria in sessioni pubbliche trasmesse dalla tv.
PROMESSE MANTENUTE A METÀ: 14. Tenere un summit nel 2009 contro il terrorismo nucleare (sarà, invece, nel 2010); punire più severamente chi assume immigrati illegali; non aumentare alcuna tassa per le famiglie sotto i 250mila dollari l'anno di reddito.
PROMESSE IN FASE DI STALLO: 14. Permettere importazioni di medicinali da altri paesi; ripristinare i pieni diritti legali per «combattenti nemici»; respingere la politica del Pentagono 'Don't Ask, Don't Tell' relativa alla presenza di omosessuali nell'esercito; nuova tassa sui guadagni delle compagnie petrolifere;
PROMESSE CHE STA CERCANDO DI MANTENERE: 127. Riforma sanitaria; raddoppiare fondi federali per le ricerche sul cancro; eliminare la pratica dei bilanci extra per finanziare le guerre; chiudere il carcere di Guantanamo; ridurre gli arsenali nucleari; migliorare la qualità dell'acqua potabile; accelerare sviluppo un nuovo veicolo spaziale; rafforzare le dighe di New Orleans; ridurre la dipendenza dal petrolio straniero; stabilire nuovi standard per le emissioni di gas inquinanti; consumo energia più efficiente.
PROMESSE ANCORA IN LISTA DI ATTESA: 304. Lista dei paradisi fiscali; niente bonus ai dirigenti delle società in bancarotta; aiuti per espatriati iracheni; standard trasparenti per appalti militari; nomina 'zar' per la sicurezza nucleare; bandire la vendita dei giocattoli che contengono piombo; aumentare fondi per parchi nazionali; aumentare salario minimo a 9,50 dollari orari; rafforzare trattato non proliferazione nucleare.



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