Usa/ Obama indietreggia sull’immigrazione
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Un editoriale dell’Investor’s Business Daily tacciava Saenz como “un estremista delle frontiere” e lo accusava di voler ridare la California al Messico. Cose entrambe false, ma evidentemente troppo preoccupanti per la Casa Bianca che alla fine ha preferito il segretario al Lavoro del Maryland, Thomas Perez.
![]() Thomas Saenz e Obama |
Obama puó aver evitato in questa occasione uno spiacevole scontro ma se davvero vuole vincere la battaglia per mettere i 12 milioni di immigrati irregolari sulla via della cittadinanza, dovrá smantellare l’essenza delle argomentazioni restrizioniste: che essere un immigrato illegale è un crimine imperdonabile, a tal punto da far perdere qualsiasi tipo di protezione fondamentale.
La sofferenza che gli immigrati illegali subiscono – dai raid allo sfruttamento lavorativo, al maltratto durante le detenzioni – rappresenta una crisi dei diritti civili. É una ferita che non possiamo far ulcerare mentre aspettiamo la megariforma della legge sull’immigrazione che potrebbe anche non arrivare con questo presidente. Se Obama avesse avuto l’ardire di nominarlo, Saenz sarebbe stato il candidato ideale per riaffermare i valori che sono andati persi nel dibattito avvelenato sull’immigrazione.



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