Obama cede ai repubblicani: slitta il discorso al Congresso
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Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dovuto cedere alle pressioni degli avversari repubblicani e far quindi slittare di 24 ore il proprio discorso teso a illustrare il piano di rilancio dell'occupazione davanti al Congresso
, riunito in una delle sue rarissime sedute plenarie: anziche' il 7 settembre, come era stato appena annunciato, l'intervento davanti ai due rami del Parlamento di Washington si terra' il giorno 8.Il titolare della Casa Bianca intendeva esporre il suo programma il giorno stesso della ripresa dei lavori in Campidoglio, dopo la pausa estiva durata tutto agosto: poiche' pero' parlera' di sera, il suo discorso sarebbe coinciso con il dibattito televisivo tra i candidati alla nomination repubblicana per le prossime presidenziali, previsto nella fascia di massimo ascolto. Onde evitare tale evenienza il numero uno della Camera dei Rappresentanti, il 'falco' conservatore John Boehner, per l'ennesima volta e' venuto ai ferri corti con Obama e ha respinto la sua richiesta, adducendo ufficialmente problemi di eccessiva mancanza di tempo e di particolare complessita' dell'agenda dei lavori parlamentari.
Il presidente Usa ha dovuto cedere a quello che, secondo molti giuristi e politologi, e' stato un'inedito strappo della prassi nei rapporti istituzionali americani. "Il presidente e' concentrato sull'urgente necessita' di creare posti di lavoro e far crescere la nostra economia, pertanto plaude all'opportunita' di rivolgersi al Congresso in seduta congiunta giovedi' 8 settembre prossimo", e' stato cosi' costretto a rettificare Jay Carney, portavoce della Casa Bianca. Boehner, oltre a vincere la prova di forza, ha ottenuto anche un altro risultato: all'intervento in aula di Obama si sovrapporra' infatti la diretta televisiva dell'attesissima giornata d'apertura della Nfl, il campionato nazionale di football, con tutte le prevedibili ricadute in termini di audience e share.



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