Usa 2008/ Obama è una minaccia per Al Qaida, rischio attentati
L'elezione del primo presidente statunitense afro-americano - scrive sul Financial Times - Joseph Nye, professore ad Harvard e coniatore del termine 'soft power' - restaurerebbe alla Casa Bianca la politica del soft power e per questo Barak Obama rappresenta una minaccia per Al Qaida. Sempre per questo, aggiunge Nye, non sarebbe da escludere una 'sorpresa' del terrorismo prima delle elezioni: un attentato clamoroso o un messaggio audio-video di Osama bin Laden, proprio come nell'ottobre del 2004.
La teoria di Nye è che la minaccia terroristica islamica abbia favorito negli ultimi anni i repubblicani e che invece oggi con il senatore nero, amato forse più all'estero che in patria (dagli 82 punti di vantaggio sul rivale John McCain in Kenya ai 9 in Indonesia), si allenterebbe quell'odio che alimenta lo scontro di civiltà tra Occidente e Islam che ha invece caratterizzato la politica di George W. Bush.
Ma Obama, sottolinea Nye, offre garanzie anche a chi teme che con un presidente democratico venga trascurato l'hard power e quindi la lotta al temibile Osama Bin Laden. Questo perché nei suoi dibattiti televisivi il senatore dell'Illinois ha detto chiaramente che per lui sarà una priorità trovare e uccidere lo sceicco del terrore. Come se non bastasse, la crisi finanziaria ha distolto molto l'attenzione degli americani dalla minaccia terroristica ai loro portafogli, quindi ci vorrà molto più che un semplice video di 18 minuti, come quello spedito da al Qaida il 29 ottobre del 2004 che garantì il vantaggio di Bush su John Kerry, per invertire i sondaggi.



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