E ora Obama dichiara guerra alle assicurazioni

Mercoledì, 10 marzo 2010 - 09:27:00


obama
Barack Obama
Nel corso del tour che il presidente Usa Obama sta compiendo questi giorni nelle più importanti città della nazione, mister president ha pronunciato parole che tutti ma proprio tutti gli americani volevano sentire da tempo. In sostanza Obama ha detto che le assicurazioni statunitensi incassano montagne di dollari perché ogni anno, puntualmente, aumentano i prezzi del costo ai cittadini. Con una spesa annuale che si aggira sui 3 trilioni di dollari le assicurazioni ricevono introiti per quasi 5 trilioni. E scusate se è poco. Perciò Obama si è fatto sentire senza comunque mai toccare il tasto sulla legge riguardante la sanità pubblica.

Gli americani - democratici o repubblicani o indipendenti - sono tutti d'accordo con il capo della Casa Bianca ed hanno convenuto che era ora: così deve fare un presidente è stato il commento che si è sentito dalla California al Maine. Le assicurazioni sono diventate avide, dicono in coro, occorre fare qualcosa.

Come se sospinti dalle parole di Barack Obama uno dei piu importanti sindacati americani si è fatto sentire a Washington con un comizio che ha messo in rilievo il problema delle assicurazioni sulle malattie il cui costo rappresenta la più grossa barriera per la health insurance. La Seiu (Services Employees International Union) con 2,2 milioni di membri, si è messa alla testa di una rivoluzione pacifica contro le assicuraizoni che "non conoscono la parola basta", ha detto il presidente della Seiu. "E' giusto che una organizzazione speri, anzi pretenda un profitto" ha detto "ma deve pur esserci un limite in una area così importante per tutti gli americani".

C'è da credere che si tratti soltanto dell'inizio. Altri sindacati si agganceranno ora al carro della Seiu e faranno sentire le loro voci contro chi "non riesce a dimostrare un'oncia di responsabilità verso chi ha bisogno di cure mediche che ma non può permettersi l'assicurazione per i suoi costi ormai incontrollati".

Come si diceva all'inizio, non c'è un solo americano contrario a queste iniziatiive.
 
Benny Manocchia

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