Elezioni in Iraq, al Maliki in testa
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E' un dato ancora troppo parziale per essere realmente indicativo, ma in 9 delle 18 province il premier iracheno Nuri al-Maliki è in testa nello spoglio delle elezioni di domenica. Mancano ancora i risultati della regione di Baghdad, che potrebbe rivelarsi chiave perchè alto era il numero degli indecisi. Nelle province sciite l'Alleanza per il diritto, il partito di Maliki, è in testa, mentre l'ex premier Iyad Allawi, a capo della lista Iraqiya , guida nelle aree sunnite. L'affluenza alle urne è stata del 62,4%. Lo ha reso noto la Commissione elettorale nazionale spiegando che si tratta di un'affluenza inferiore a quella del precedente voto del dicembre 2005 ma superiore a quella del ballottaggio provinciale dello scorso anno.
I risultati ufficiali non sono attesi prima della fine di marzo e dopo di allora ci vorranno mesi prima di riuscire a formare un governo, dato che ci si attende che nessun blocco riesca ad emergere come dominante.
IN ZONE CURDE POLIZIA DÀ LA CACCIA A CHI FESTEGGIA IN STRADA. La polizia irachena sta dando la caccia a diversi militanti politici che durante la notte hanno festeggiato nelle zone curde per la presunta vittoria delle loro liste aprendo il fuoco in strada. In particolare la polizia è entrata in stato d'allerta nella città di Erbil, dove ieri notte sono stati sparati numerosi colpi di fucile per festeggiare la presunta vittoria delle liste curde che amministranto le province del nord su quelle islamiche che sono all'opposizione. Nel corso di questi festeggiamenti sei civili sono rimasti feriti nella città di Kirkuk. Episodi analoghi sono avenuti anche a Suleimaniya e a Dihuk.
Il successo delle elezioni in Iraq "è un segnale anche per l'Afghanistan". Ne è convinto Franco Frattini che, intervistato da SkyTg24, definisce l'alta affluenza al voto "un esempio importante". "L'Italia" ha ricordato il ministro degli Esteri, "è stata impegnata fin dal primo momento e ha pagato anche un prezzo di vite umane perche' questo passo potesse essere compiuto". "Continuiamo a lavorare" ha aggiunto, "per la costruzione civile e lavoriamo su un piano piu' generale di formazione del personale".
Riguardo l'esito del voto, Frattini dice si sperare che "ci sia un vincitore, nel rispetto delle regole verificando eventuali contestazioni ed eventuali irregolarità" e che "si arrivi a una coalizione che possa governare l'Iraq per quattro anni". "Il Paese ha bisogno di stabilita' e di integrazione tra i vari gruppi" ha concluso, "e c'è uno straordinario bisogno che la minoranza cristiana sia tutelata e per questo ci vogliono un vincitore e uno sconfitto".



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