Obama chiama a Berlusconi, "telefonata lunga e cordiale". Prima conferenza stampa da presidente eletto: "Affronterò di petto la crisi economica". Ma niente nomine
Arriva alle 22.10 italiane di venerdì la telefonata di Barack Obama a Berlusconi, "lunga e cordiale". Capezzone subito esulta: "Ora le prefiche della sinistra possono rimettersi a lutto stretto". Ma è stata una lunga giornata di polemiche.
Berlusconi ha abbandonato la conferenza stampa a Bruxelles indispettito da un reporter americano che gli domandava un commento sulle reazioni internazionali suscitate dall'affermazione: "Obama è un giovane abbronzato". "Vuoi anche tu essere messo nella lista di quelli che ho definito ieri?", ha replicato il premier facendo riferimento agli "imbecilli" che avevano sollevato dure critiche alle sue affermazioni pronunciate ieri a Mosca durante l'incontro con il presidente Medvedev. "Mi scusi", ha protestato il giornalista dell'agenzia di stampa americana Bloomberg. "Ma per favore, per favore. Chiedi scusa tu all'Italia", ha ribattuto Berlusconi lasciando la sala gremita di reporter convocati a margine del Consiglio europeo.
Nessun commento dallo staff di Obama, che ha fatto la prima conferenza stampa a Chicago. In serata arriva la telefonata del presidente eletto al premier italiano. Un colloquio di circa venti minuti che Palazzo Chigi definisce lungo e "molto cordiale". Sono stati confermati "gli stretti rapporti di amicizia e collaborazione" fra i due paesi, informa una nota. La chiamata a Berlusconi arriva in tarda serata, diverse ore dopo quelle fatte agli altri leader europei del G7 da Obama: Angela Merkel, Gordon Brown e Nicolas Sarkozy, tutti chiamati nel primo pomeriggio.
Obama/ Prima conferenza stampa da presidente: "Affronterò di petto la crisi economica". Ma niente nomine
A Chicago, la sua città, Barack Obama tiene la prima conferenza ufficiale da presidente degli Stati Uniti d'America.
"Stiamo affrontando la più grande sfida economica della nostra vita. Ma l'America è un paese forte. Una volta insediato alla Casa Bianca il 20 gennaio affronterò di petto la crisi economica. Lavoreremo per ridurre l'effetto che questa crisi ha sul mondo intero, lavoreremo per migliorare la vita delle famiglie, lotteremo contro la disoccupazione".
E prosegue: "La crisi economica è globale e richiede una risposta globale. Il piano per la classe media include un pacchetto di stimolo" (non esclude che questo pacchetto possa essere approvato prima dell'insediamento).
E sul suo incontro con Bush fissato per lunedì: "Andrò alla Casa Bianca con spirito bipartisan"
Il neopresidente non si pronuncia sulle nomine, ma...
Tra i probabili nomi che circolano per il ruolo di Segretario del Tesoro figura l'ex presidente della Federal Reserve, Paul Volcker; l'ex Segretario al Tesoro Larry Summers; Laura Tyson, presidente del National Economic Council sotto l'amministrazione Clinton; Timothy Geithner il presidente della Federal Reserve di New York. Obama, insieme alla moglie Michelle, visitera' lunedi' la Casa Bianca su invito del presidente uscente George W. Bush, con il quale dovrebbe definire una strategia per il periodo di transizione che precede il 20 gennaio, giorno in cui il presidente in pectore si dimettera' dalla carica di senatore dell'Illinois e si insediera' alla presidenza degli Stati Uniti.



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