Obama: "Anche i ricchi paghino" L'Iran? "Nessuna opzione esclusa"

Mercoledì, 25 gennaio 2012 - 08:26:00


 

Obama America

L'America oggi e' piu' forte e piu' sicura rispetto al 2008 e ora bisogna renderla piu' giusta. E' questo il messaggio che Barack Obamaha lanciato nel suo discorso sullo stato dell'Unione, in cui ha rivendicato i miglioramenti dell'economia rispetto all'era Bush e ha annunciato una riforma fiscale con un'aliquota del 30 per cento per i milionari. Nell'intervento di un'ora e cinque minuti, salutato dalla "standing ovation" del Congresso, il presidente americano ha di fatto lanciato la campagna per la sua rielezione a novembre, indicando qual e' la posta in palio nella sfida con i repubblicani: "Se vogliamo essere un Paese dove sta bene solo una minoranza sempre piu' ristretta, o dove ciascuno ha la parte che gli spetta". Tra le proposte avanzate un piano di incentivi fiscali a tutte le imprese che ri-localizzano negli Stati Uniti e la creazione di una task force per contrastare la concorrenza sleale della Cina. E poi il rilancio della Buffett Tax, l'imposta sui milionari: "Se guadagni piu' di un milione di dollari l'anno, non devi pagare meno del 30%". Sull'Iran, la piu' importante crisi in politica estera, Obama ha ribadito che una soluzione pacifica e' ancora possibile ma ha avvertito che "tutte le opzioni restano sul tavolo", compresa quella militare.

 
 "Nel 2008 il castello di carte e' crollato ma ora lo stato della nostra Unione si sta rafforzando. Nei sei mesi che hanno preceduto il mio primo mandato - ha ricordato Obama - abbiamo perso quattro milioni di posti di lavoro. E ne abbiamo persi altri quattro milioni prima che le nostre politiche cominciassero ad sortire degli effetti. Ma negli ultimi 22 mesi le imprese hanno creato piu' di tre milioni di posti di lavoro e lo scorso anno e' stato prodotto il maggior numero di posti dal 2005. Il deficit e' stato poi ridotto di due trilioni: questi sono i fatti". Nel suo discorso articolato come un manifesti elettorale, Obama ha rivendicato anche i successi nel campo della sicurezza: "Per la prima volta in 20 anni Osama bin Laden non rappresenta piu' una minaccia per gli Usa", ha osservato, e "per la prima volta in nove anni nessun americano sta combattendo in Iraq". Poi, rendendo omaggio ai veterani e ai caduti americani, il presidente ha esortato il Congresso a seguire l'esempio dei militari, superando le divisioni per il bene del Paese. Obama ha citato i Navy Seals che hanno catturato e ucciso Bin Laden.

"Alcuni potevano essere democratici, altri repubblicani. Ma questo non importava", ha sottolineato, "quel giorno importava solo la missione da compiere. E la missione ha avuto successo solo perche' ogni membro di quell'unita' ha avuto fiducia negli altri". " Io sono un democratico", ha aggiunto guadagnandosi un applauso bipartisan, "ma credo in cio' in cui credeva il repubblicano Abraham Lincoln". Annunciando che si battera' contro ogni forma di ostruzionismo, Obama ha assicurato che "finche' sara' presidente fara' di tutto per impedire che si torni a quelle politiche che hanno procurato la crisi" del 2008.Le regole devono essere uguali per tutti, anche per la finanza. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel suo discorso sullo Stato dell'Unione. "Non consentiro' che si torni ai giorni in cui a Wall Street era consentito giocare secondo le proprie regole", ha avvertito Obama annunciando una stretta sulle frodi finanziarie grazie al rafforzamento dei poteri della Sec ( la Consob americana) e istituendo una speciale unita' per perseguire le frodi finanziaresu larga scala. "Milioni di americani che lavorano duro e giocano secondo le regole meritano un governo e un sistema finanziario che faccia lo stesso - ha evidenziato il presidente - e' ora di applicare le stesse regole da cima a fondo senza salvataggi, sussidi o scappatoie". Obama ha dunque assicurato che non si tornera' ad un'economia "indebolita dall'outsourcing, dai cattivi debiti o da profitti finanziari fasulli". 
 
Secondo l'inquilino della Casa Bianca, occorre costruire un'economia forte, "destinata a durare" e basata sul manifatturiero: "sull'energia americana, sulle capacita' dei lavoratori americani e sul rinnovo dei valori americani". Secondo Obama e' assurdo garantire sgravi alle societa' che delocalizzano. "A nessuna compagna americana dovrebbe venire consentito evitare di pagare la giusta quota di tasse perche' sposta i posti di lavoro all'estero e quindi da oggi in poi - ha assicurato - ogni multinazionale dovra' pagare una tassa minima: ogni centesimo sara' destinato ad abbassare le tasse sulle societa' che assumono qua".

Barack Obama ha voluto nell'aula del Congresso due testimonial d'eccezione per il suo discorso sullo stato dell'Unione: la vedova del visionario fondatore della Apple, Steve Jobs, e l'assistente del miliardiario Warren Buffett, icona della battaglia per un fisco piu' equo. La signora Laurene Powell Jobs e la segretaria piu' famosa d'America, Debbie Bosanek, erano vicina a Michelle Obama, nella loggia della Camera dei Rappresentanti tradizionalmente riservata agli ospiti d'onore della First Lady.
 
Tra gli altri ospiti selezionati dalla Casa Bianca, l'astronauta dello shuttle Mark Kelly, marito della deputata democratica Gabrielle Giffords, rimasta gravemente ferita in un attentato in Arizona lo scorso anno in cui morirono sei persone, compresa una bimba di nove anni. La Giffords, che ha annunciato le sue dimissioni per motivi di salute, e' stata accolta in aula da una standing ovation ed e' stata calorosamente abbracciata da Obama prima del discorso. Anche il 37enne Julian Castro, sindaco di San Antonio, in Texas,il piu' giovane primo cittadino di una delle maggiori 50 citta' americane era tra gli invitati. La tradizione di ospitare eroi nazionali al discorso sullo stato dell'Unione e' stata inaugurata dal presidente Ronald Regan nel 1982 quando decise di rendere omaggio a Lenny Skutnick che aveva rischiato la vita per salvare una donna finita in un fiume gelato in seguito ad un incidente aereo.

 Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha iniziato il suo terzo discorso sullo stato dell`Unione elencando i suoi successi in politica estera e promettendo che gli Stati Uniti continueranno a essere "l`unica nazione indispensabile al mondo" fino a quando lui sarà nell`ufficio Ovale. Il presidente ha sottolineato che "per la prima volta in nove anni non ci sono soldati americani in Iraq" e che "per la prima volta in due decenni, Osama bin Laden non è più una minaccia per gli Stati Uniti". Proprio la cattura e l`uccisione del leader di al Qaida sono stati il cuore della parte finale del discorso, in cui Obama ha ricordato lo spirito di unità del Paese e in Congresso subito dopo l`azione della squadra speciale dei Navy Seals.

Obama ha inoltre ricordato che "lo slancio dei talebani in Afghanistan è stato fermato e alcune delle truppe hanno cominciato a ritornare a casa", 10.000 sono già tornate e 23.000 torneranno entro l`estate. "La transizione continuerà e si creerà un`alleanza duratura in modo che l`Afghanistan non sia mai più fonte di attacchi contro l`America". Obama ha inoltre ricordato la caduta del regime di Muammar Gheddafi e di Bashar Assad in Siria: "la forza del cambiamento non può essere invertita, la dignità umana non può essere negata".

Gli Stati Uniti sono "determinati a impedire che l`Iran metta in atto il proprio programma nucleare" e per fare questo "non esclude alcuna opzione". Così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nel terzo discorso sullo stato dell`Unione della sua presidenza, ha risposto alle critiche di coloro che l`accusavano di essere troppo morbido nel trattare con Teheran.

Obama ha sottolineato come "una soluzione pacifica alla questione del programma nucleare iraniano è ancora possibile, ed è comunque la migliore, se Teheran decide di cambiare direzione e di attenersi ai suoi obblighi". Il presidente ha indicato come "il regime iraniano è sempre più isolato, i suoi leader sono stati colpiti da sanzioni internazionali e se continuano a sottrarsi alle proprie responsabilità, la pressione non verrà meno".



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