Nuovi guai per Silvio Berlusconi. La Bbc lo cita in giudizio per plagio
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La Bbc avrebbe deciso di citare Mediaset in giudizio per il presunto plagio del format Strictly, la cui versione italiana 'Ballando con le stelle' va in onda su Rai Uno da sei anni, con la conduzione di Milly Carlucci. E' quanto riferisce il quotidiano britannico The Independent, spiegando che Bbc Worldwide ha accusato l'emittente di Silvio Berlusconi di avere violato la normativa sul copyright dopo avere annunciato una versione "audace" dello show britannico. Mediaset lancerà la prossima settimana il suo nuovo show serale Baila! "Bbc Worldwide tiene molto seriamente alla protezione del suo copyright e sta intraprendendo un'azione legale in Italia per proteggere il suo format "Ballando con le stelle", si legge sul quotidiano britannico.
Intanto è più vicina la sentenza per il processo Mills. Il colpo di scena della giornata arriva a meta' pomeriggio, quando Silvio Berlusconi, che ha voluto essere presente al processo che si celebra nei suoi confronti a Milano per la presunta corruzione dell'avvocato britannico David Mills, se ne e' gia' andato da qualche ora. Il premier non e' in aula quando i giudici decidono di tagliare a sopresa la lista degli ultimi testimoni da sentire. Il risultato? Tempi piu' rapidi, con il verdetto per Silvio Berlusconi, unico imputato di questo filone processuale, che potrebbe arrivare gia' entro fine anno. Non sarebbe comunque una sentenza definitiva. La prescrizione scattera' nei primi mesi del 2012, ed e' impossibile esaurire in cosi' breve tempo tutti i tre gradi di giudizio. Ma un'eventuale condanna, anche se soltanto nel primo grado di giudizio, rappresenterebbe comunque un colpo durissimo per la leadership berlusconiana. La vicenda e' vecchia ed e' ormai nota: secondo l'accusa ipotizzata dal pm Fabio De Pasquale, Berlusconi avrebbe corrotto con 600 mila dollari il legale britannico David Mills (da qui il nome del processo) per spingerlo a testimoniare il falso in due processi, All Iberian e tangenti alla Guardia di Finanza, avviati nei suoi confronti. Non e' la prima volta che il premier si presenta davanti al collegio di giudici presieduto da Francesca Vitale. Mai come questa volta, pero', il momento e' delicato: il contenuto delle intercettazioni che continuano a uscire da Bari rischia di compromettere la sopravvivenza stessa della maggioranza.
Eppure chi si aspettava un Berlusconi tutto all'attacco, un fiume in piena contro giudici e Procure, e' rimasto deluso. Non una parola sulle inchieste che lo travolgono, solo una battuta a uso e consumo dei giornalisti presenti in aula: 'Io sto bene, siete voi che avete delle brutte facce'. Niente di piu', bocca cucita per le successive due ore di udienza. L'impressione tuttavia e' che il clima resti molto teso nei confronti delle toghe. Lo testimoniano soprattutto alcune presenze in aula significative: Mario Mantovani, il coordinatore lombardo del Pdl da sempre favorevole - insieme a Daniela Santanche' - all'innalzamento dello scontro tra politica e magistratura, e soprattutto Roberto Lassini, l'ex sindaco di Turbigo che alle scorse amministrative si era reso protagonista della diffusione sulle strade di Milano dei cartelli con la scritta 'via le Br dalle procure' e che per questo e' stato indagato con l'accusa di vilependio dell'ordine giudiziario. Berlusconi varca le porte dell'aula del processo Mills quando l'ultimatum della Procura di Napoli e' ormai scaduto da piu' di 12 ore. Gli inquirenti partenopei che indagano sulla cosiddetta vicenda Tarantini-Lavitola gli hanno dato tempo fino alle 20 di domenica sera.
Ma il premier rifiuta di farsi sentire come parte offesa dai magistrati napoletani e preferisce presentarsi al Tribunale di Milano in un'altra veste: quella di imputato. Fino al colpo di scena finale, l'udienza scorre via senza nessuna sorpresa. E' il giorno dell'esame di Maria De Fusco, consulente che nel 1997 ex amministratrice del contro Struie dove - secondo l'ipotesi accusatoria - sarebbero transitati i 600 mila dollari poi serviti - sempre nella ricostruzione della pubblica accusa - a comprare il silenzio di Mills. La donna, ascoltata per rogatoria in video-conferenza da Berna, ammette che c'e' stata 'confusione' sulle somme passate sul contro Struie: prima il 1 milione e 600 mila dollari accreditato nel novembre 1997 sebrava provenire dalla Fb Trust di Flavio Briatore, ma poi Mills rivelo' che quelli erano soldi di sua proprieta'.



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