Nuova stretta sui costi della politica: novità su pensioni, viaggi e forfait

Martedì, 24 gennaio 2012 - 19:22:00


Nuova stretta in vista sui costi dei parlamentari: le novita', che i collegi dei questori di Senato e Camera stanno mettendo a punto, riguarderanno i viaggi, le spese a forfait per i collaboratori e il passaggio di regime previdenziale dopo lo stop ai vitalizi. La prima novita', si apprende da parlamentari presenti alla riunione, riguardera' il regime previdenziale a cui aderiranno i parlamentari dopo lo stop ai vitalizi: l'orientamento e' quello di aderire al trattamento dei dipendenti pubblici come magistrati e prefetti. Dopo il passaggio dal vitalizio al sistema contributivo deciso a dicembre infatti, si tratta di individuare il regime previdenziale cui saranno sottoposti i senatori e i deputati. E si pensa appunto di aderire al regime dei pubblici dipendenti. Le riunioni proseguiranno in questi giorni (un nuovo incontro e' previsto per giovedi' prossimo) in vista dell'ufficio di presidenza di Montecitorio e di palazzo madama convocati per lunedi 31. La decisione dello scorso dicembre che ha dato lo stop ai vitalizi, spiega un parlamentare, avra' ovviamente dei riflessi anche sulle retribuzioni di senatori e deputati: per fare un esempio la reversibilita' sara' obbligatoria e irrinunciabile. L'impegno, aggiunge la stesa fonte, e' quella di creare una regolamentazione omogenea tra Camera e Senato. 

Alla riunione di oggi si e' anche deciso di dare una sforbiciata alle spese sui viaggi dei parlamentari: saranno studiati sistemi piu' virtuosi nel sistema di prenotazioni e di convenzioni con le compagnie aeree che dovrebbero portare, nelle stime degli uffici, ad un risparmio di un milione di euro per la Camera e di 500 mila euro per il senato. Novita' in vista anche sul capitolo collaboratori infine, (che i parlamentari al momento pagano utilizzando la voce 'rimborso per le spese inerenti il rapporto tra eletti ed elettori' prevista nella loro indennita'). Oggi il rimborso viene utilizzato in gran parte per pagare gli assistenti parlamentari ma, non essendoci obbligo di rendiconto, puo' essere anche intascato interamente da quei parlamentari che non hanno 'portaborse'. L'orientamento e' quello di stabilire una rendicontazione delle spese a partire gia' dal 1 marzo, e non piu' dalla prossima legislatura come si pensava inizialmente. In pratica i senatori e i deputati potranno ottenere il rimborso delle spese solo presentando le 'pezze giustificative' delle spese effettuate. Il controllo spettera' agli uffici amministrativi di Montecitorio e di palazzo Madama. Secondo un senatore che fa parte del collegio dei questori di palazzo Madama, quando si saranno messe in pratica le proposte in discussione, l'indennita' dei parlamentari si attestera' tra i 4.900 euro e i 5.100 netti al mese: "in linea con i netti di Francia e Germania".



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