Teheran gioca la carta del "dialogo atomico"
La questione nucleare può ancora essere risolta per via diplomatica. Dopo le forti tensioni per l'annuncio dell'apertura di dieci nuove centrali, il presidente del parlamento iraniano, Ali Larijani, prova a riaprire il dialogo nel corso di una conferenza stampa. "Credo che esista ancora un'opportunità diplomatica ed è nel loro interesse utilizzarla. L'Iran andrà avanti con le sue attività nel quadro e sotto la supervisione dell'agenzia internazionale dell'energia atomica".
L'Iran inoltre sostiene di essere stato costretto ad approvare il piano per la realizzazione di 10 nuovi siti di arricchimento dell'uranio dalla risoluzione dell'Aiea che condanna il suo piano nucleare: "L'Iran - dice uno dei vicepresidenti - non aveva alcuna intenzione di fare una mossa simile ma vi è stato costretto dalla comunità internazionale".
Teheran: "Costruiremo altri 10 impianti"
Il governo iraniano ha deciso di costruire cinque nuovi impianti per l'arricchimento dell'uranio e di trovare la collocazione per altri cinque nei prossimi due mesi. E il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha annunciato che Teheran sta pensando all'arricchimento dell'uranio oltre il 20% (per fabbricare un ordigno atomico è necessario un arricchimento del 90%). Con l'occasione il leader della Repubblica islamica ha ribadito che non permetterà a nessuno di colpire i diritti del Paese e ha precisato che Teheran si pone come obiettivo una produzione di 250-300 tonnellate di combustibile nucleare l'anno, ha aggiunto il presidente.
Per l'amministrazione americana si tratterebbe di "un'altra grave violazione degli obblighi dell'Iran fissati da tante risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu e di un altro esempio del fatto che Teheran ha scelto l'isolamento". "L'Iran ha ormai poco tempo - ha aggiunto il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs - per rispondere alle crescenti preoccupazioni della comunità internazionale sul suo programma nucleare". "Seria preoccupazione" per l'annuncio iraniano è stata espressa anche dal governo di Londra.
La maggioranza dei parlamentari iraniani (226 su 290) ha chiesto ad Ahmadinejad di ridurre la collaborazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) e di continuare il programma nucleare iraniano "senza alcun impedimento".
Tornando a sfidare la comunità internazionale, i parlamentari della Repubblica islamica hanno respinto al mittente la risoluzione, approvata venerdì dall'Aiea, che condannava il programma nucleare iraniano e chiedeva la chiusura dell'impianto nei pressi della città sacra di Qom.
L'annuncio dell'Iran arriva nel giorno in cui il direttore generale dell'Aiea, Mohamed ElBaradei, ha lasciato dopo 12 anni l'incarico al vertice dell'agenzia. Al suo posto il giapponese Yukiya Amano. Criticato in passato per un atteggiamento considerato troppo morbido nei confronti di Teheran, ElBaradei negli ultimi mesi aveva mostrato una posizione più incisiva, fino ad arrivare alla risoluzione di condanna di venerdì scorso. Ma dopo i grandi sforzi di mediazione e di convinzione di Teheran affinché aprisse le porte agli ispettori, il direttore dell'Aiea, premio Nobel per la Pace nel 2005, non ha potuto nascondere di essere "a un punto morto" sul nucleare iraniano.



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