Non solo ci è stato scippato il partito ma in aggiunta hanno portato via la cassa. Promuoviamo una class-action politica. Affaritaliani.it pubblica in esclusiva le lettera che Battista Bonfanti ha inviato ai colleghi di partito

Venerdì, 3 febbraio 2012 - 14:54:00

Di Battista  Bonfanti

Fino a quarantottore fa credevo, forse un po' ingenuamente, che la liquidazione del partito della Margherita ( del quale facevo parte) fosse il frutto,  per quanto marcio e sciagurato, di una operazione politica che si poneva l'obiettivo di imporre all'Italia la camicia di forza di un modello politico fondato su un bipolarismo astratto e scimmiottato sull'esempio di realtà straniere lontano mille miglia dal nostro contesto storico-politico.
(Ricordo, en passant, che gli eredi del Pci arrivarono a titolare un loro congresso con l'espressione anglosassone 'I care': dal russo direttamente all'inglese…). Adesso scopro che si è trattato invece di una operazione bancaria di cui nessuno sapeva nulla. La fusione DS-DL doveva dar luogo a un nuovo sole dell'avvenire che avrebbe illuminato  la politica italiana traendola dal pozzo della nostra ignoranza provinciale. Peccato che il sole non sia mai sorto, che le tenebre si siano aggravate e che il neonato PD non abbia nemmeno mai preso anche solo lontanamente i voti del PD e del DL messi insieme. Nonostante i clamorosi assist offerti dalla erotomania del Cavaliere all'opposizione guidata dal sole spento di cui sopra, le speranze di un futuro migliore sono tutte ancor oggi affidate alle voglie di un attaccabrighe come il Senatùr. Si potrebbe  a questo punto concludere  che l'insipienza in politica prima o poi presenta i suoi conti e lasciar perdere.

Ma adesso si scopre che dietro le quinte degli sciagurati convegni e dei congressi alla soviet che portarono alla liquidazione di un partito arrivato vicino al 15% c'erano anche trattative furiose sul malloppo dei finanziamenti pubblici spettanti al partito condannato ad essere ghigliottinato. E allora qualche domanda va posta a questi sedicenti leader ( ? ) perché non solo ci è stato scippato il partito ma in aggiunta hanno portato via la cassa o per lo meno hanno consentito che questo accadesse. Davvero nelle riunioni di segreteria o nei riservati consessi attorno al caminetto nessuno ha mai parlato del tesoro trafugato? Chi sapeva che le risorse custodite ( si fa per dire..)  dal tesoriere ammontavano alle cifre dichiarate dai giornali? Che cosa si intendeva fare di una somma così rilevante? Beneficienza alla Celentano?

Anche accantonando i pur rilevanti aspetti amministrativi e politici dell'intera vicenda, occorre dire che la questione dal punto di vista morale è molto, molto seria! Negli anni di fondazione del Partito Popolare e poi della Margherita migliaia di amici hanno speso tempo, passione, impegno e anche denaro proprio, per aprire sezioni e renderle agibili, fare campagna elettorale al partito, promuovere collette, organizzare  manifestazioni e via dicendo. Sono stati anni nei quali i nostri dirigenti locali hanno dato prova di una abnegazione che meriterebbe di essere conosciuta e ammirata. E adesso invece devono pure subire gli sguardi di commiserazione di parenti e conoscenti sorpresi da notizie francamente sconcertanti. Forse sarebbe il caso di promuovere una class-action politica…  Con amicizia.



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