L'aria fritta della morale pro domo sua
Di Pasquale della Torca
L’Italia è un paese strano, diverso da tutti gli altri. E’ un paese che ha avuto sempre bisogno della parte peggiore della politica, dell’informazione, dell’agire pubblico e privato per poter perseguire il proprio scopo biblico: tirare a campare in un egoistico mondo familistico tipico della gens italica.
Adesso c’è Berlusconi che sparigliando le carte irrita fortemente quella politica e quella informazione che abituata alla peggior politica “old style” non riesce a darsi pace del modo di fare di questo leader che mette in primo piano sia la politica tout court e sia l’agire politico e privato facendone un solo grosso processo tendente al raggiungimento e consolidamento del consenso.
E’ così che adesso sotto elezioni riesplode l’affaire Noemi. Riesplode ad opera di quella parte politica che ha sempre nascosto la punta della coda sotto al culo così ai tempi del PCI, a quelli della DC e, poi, del forte PSI Craxiano. Riesplode ad opera di un sistema di media che attaccano il premier facendo di Noemi un caso nazionale rompendo i coglioni alla gente che fatica e suda pur di prendere qualche voto.
Già. L’affare Noemi ha proprio rotto, anche perché è pura aria fritta.
In questo paradiso italiano esiste il modo di fare totalmente pubblico di berlusconi e quello codino, retorico strillato dagli oppositori di turno o pontificato da qualche direttore di giornale assiso in atteggiamento di pontifex maximus dell’etica politica, pubblica e privata. Questa gente reitera il vecchio armamentario dell’attacco a Berlusconi a modo di viagra politico per rinforzare un consenso sempre più carente. Allora invece di parlare di quel che si fa e vuol fare in Europa ci declina giorno per giorno la sua concezione dell’etica politica e della morale pubblica incentrata sul rapporto tra “papi” Berlusconi e Noemi dimenticando che l’Italia è il paese nel quale esistono da sempre una morale politica, una morale pubblica, una morale privata. E pare che solo ora, la solita sinistra e alcuni media, scoprano il fatto che ognuna delle citate morali risponda a regole proprie, univoche e separate dalle altre.
Suggerirei ai vari Franceschini, di Pietro e Mauro tra gli altri di verificare meglio, al fine di effettuare un fine tuning con il paese, di appurare in base a quale etica il consenso viene ampiamente concesso a Berlusconi dagli elettori e perché le frequentissime idiozie diffuse attraverso certe trasmissioni televisive ad opera di certi intellettuali e gli attacchi tramite carta stampata non intaccano quel consenso. E lascino quindi, in perfetta etica democratica, libertà di scelta alle persone perché il voler per forza imporre un’etica o una morale è anch’essa un’azione antidemocratica.



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