Nobel/ Obama: non sono Madre Teresa o Nelson Mandela
| "PRESIDENTE USA SGARBATO". Obama scortese, per i norvegesi: lo rivela un sondaggio effettuato dall'istituto Infact, secondo cui su mille cittadini intervistati, il 44% giudica "sgarbata" la decisione del presidente Usa di snobbare la colazione ufficiale con il re Harald V, dopo la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace, assegnatogli lo scorso 9 ottobre. Inoltre, il 53% degli intervistati pensa che sia altrettanto "scortese" non presenziare il concerto all'Arena Spektrum di Oslo, che ogni anno viene organizzato in onore del vincitore del Premio. Impegnato con due guerre, in Iraq e in Afghanistan, e con la crisi economica negli Usa, Obama, si tratterrà nella capitale norvegese solo un giorno. Atteso giovedì mattina, ripartirà per gli Stati Uniti non più tardi di venerdì. "È una decisione strategica di realpolitik - ha commentato Kjell Terje Ringdal, esperto di relazioni politiche, al quotidiano norvegese Vg -. Tuttavia è una scelta saggia, quella di voler mantenere un profilo basso e non attirare troppa attenzione sul premio che gli è stato assegnato". |
Il 66% degli americani valuta il Nobel per la pace a Obama "immeritato". Fidel Castro definisce "cinico" il presidente Usa. "Il riconoscimento rischia di diventare un boomerang", spiega il politologo Vittorio Emanuele Parsi ad Affaritaliani.it. "Un presidente eletto con grandi aspettative dal punto di vista degli ideali, ambiente e diritti umani, viene ben giudicato dai giornali con riferimento al suo realismo. Quando se ne parla bene non è per la sua capacità di perseguire gli ideali che hanno portato alla sua elezione. A suo discolpa va detto che non l'ha deciso lui. Ma da alcuni che sono più realisti del re", spiega Parsi.
C'è il rischio che il Nobel si riveli "immeritato"? "Speriamo non sia così. E' stato sbagliato darglielo prima. Ora al presidente Usa non resta che meritarselo. Se ci riuscirà tanti auguri... Resta comunque un errore aver dato un premio Nobel sulla fiducia. Anche perché sembra che il comitato dei Nobel si sia mosso un po' come dei gruppi rock, trattando Obama come Mick Jagger. Questo premio è stato un po' irriverente. Assegnato da dei signori da cui ci aspetteremmo più serietà. Non mossi delle mode del momento".
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IL DISCORSO DI OBAMA. Barack Obama ha reso omaggio a chi in tutto il mondo si batte per la libertà nel suo discorso di accettazione del Nobel per la Pace e ha citato in particolare i manifestanti democratici in Iran, assicurando che gli Stati Uniti saranno sempre dalla loro parte. "Rendiamo testimonianza alla tranquilla dignità di riformisti come Aung Sang Suu Kyi", Nobel per la pace e leader dell'opposizione alla giunta militare birmana, ha dichiarato il presidente americano, "al coraggio dei cittadini dello Zimbabwe che sono andati a votare sfidando i pestaggi; e alle centinaia di migliaia di iraniani che sono sfilati silenziosamente per le strade di Teheran".
"E' indicativo", ha sottolineato Obama, "che i governanti di questi governi temano le aspirazioni dei loro popoli più della potenza di qualsiasi altro Paese". Per il presidente americano è "responsabilità di tutti le nazioni e dei popoli liberi di rendere chiaro a questi movimenti che la speranza e la storia sono dalla loro parte". ''La guerra talvolta è necessaria ma è anche l'espressione del fallimento umano'', ha detto il presidente Usa. L'America ha contribuito negli ultimi 60 anni al mantenimento della pace - ha detto Obama - ma oggi l'America da sola non puo' garantire la pace''.
Il presidente del Comitato norvegese per il Nobel, Thorbjoern Jagland, ha difeso la scelta di premiare Obama spiegando che si è trattato di un riconoscimento alle idee del presidente americano. "Molti hanno sostenuto che il premio e' arrivato troppo presto", ha affermato Jagland introducendo la cerimonia di consegna, "ma la storia ci puo' dire molte cose sulle opportunità mancate". "E' adesso, oggi, che abbiamo l'opportunità di sostenere le idee del presidente Obama", ha insistito, "il premio di quest'anmno è davvero una chiamata all'azione per tutti noi". Il Comitato norvegese per il Nobel, composto da cinque membri designati dal Parlamento di Oslo, il 9 ottobre aveva sorpreso il mondo con assegnando il Nobel per la Pace a Obama.
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C'erano altri "più meritevoli" di vincere il Nobel per la Pace: ad ammetterlo è stato lo stesso Barack Obama, nel corso di una conferenza stampa a Oslo con il premier norvegese, Jens Stoltenberg. "Non ho dubbi che ci fossero altri più meritevoli", ha affermato il presidente americano, ricordando di esser rimasto sorpreso all'annuncio dell'assegnazione del Nobel, a ottobre.
Obama si è impegnato a lavorare per dare attuazione al suo attivismo in politica estera, per dare pace e sicurezza al mondo, stabilizzare l'Afghanistan e affrontare le questioni dei cambiamenti climatici e del disarmo nucleare. "L'obiettivo non e' vincere un concorso di popolarita' o ottenere un premio, sia pure prestigioso come il Nobel per la Pace", ha precisato. "L'obiettivo e' stato quello di far avanzare gli interessi americani e se ci riesco, allora si spera che le critiche si allenteranno, ma non e' questa la mia preoccupazione". "Se fallisco, tutte le lodi e i premi di questo mondo non riusciranno a mascherare questo fatto". Obama ha anche ribadito che dal luglio 2011 sara' avviato il ritiro americano dall'Afghanistan e si comincerà a trasferire la responsabilità della sicurezza alle forze afghane. "Non c'è nessuna ambiguita' su questo e quindi non dovra' esserci un dibattito", ha insistito, a partire dal luglio 2011 avvieremo la transizione". La precisazione arriva dopo che il capo di stato maggiore delle forze Usa, l'ammiraglio Michael Mulle, aveva dichiarato in un'intervista alla Cbs che nel 2011 potrebbero essere "molto pochi" i soldati ritirati dall'Afghanistan.
Nel corso del suo intervento a Oslo, il presidente americano ha precisato che non ci dovrà essere un dibattito sulla sua decisione. Un grazie al Comitato per il Nobel perché "dà voce a chi non ce l'ha e agli oppressi del mondo": è questo il messaggio che Barack Obama ha scritto sul Libro d'onore dell'Istituto Nobel a Oslo, prima della cerimonia della consegna del premio per la Pace. Come tradizione, il presidente americano, accompagnato dalla moglie Michelle, ha visitato la palazzina disegnata dall'architetto Carl Bener e ha incontrato i membri del Comitato. Una piccola folla si è riunita davanti all'ingresso con cartelli tra cui spiccava la scritta "Hai vinto il Nobel, ora meritalo".
"NON SONO MADRE TERESA". Barack Obama sa di non essere Madre Teresa o Nelson Mandela, ma è comunque fiero di ricevere il premio Nobel per la Pace per aver tentato di aprire un dialogo con il mondo. Lo ha affermato il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, alla vigilia della consegna del Nobel "immeritato" secondo due americani su tre. Il 66% degli americani ritiene che il presidente non abbia fatto nulla per meritarsi il prestigioso riconoscimento, mentre solo il 26% lo sostiene, secondo un sondaggio effettuato dall'universita' di Quinnipiac.
Meno severa un'analoga rilevazione norvegese, secondo cui il 35,9% degli intervistati ritiene il Nobel un giusto riconoscimento a Obama - erano il 42,7% solo due mesi fa - anche se solo preventivo, mentre il 33,5% e' decisamente perplesso sulla scelta del Comitato. In generale, sempre Quinnipiac ha registrato un calo della popolarità del presidente degli Stati Uniti che ha raggiunto per la prima volta solo il 46%. Contro Obama si è espresso il 44%.
CITTA' BLINDATA. Oslo blindata, anche i cieli sono 'pattugliati' da elicotteri 'h24'. Le misure di sicurezza per Obama sono le piu' elevate mai adottate nel Paese scandinavo: il costo per il governo e' stato di circa 10,9 milioni di euro, oltre 10 volte l'assegno che Obama riceve per il Nobel. Il presidente americano a Oslo poco piu' di 24 ore senza partecipare al pranzo con il re e al tradizionale concerto di venerdì sera.
LE REAZIONI. Fidel Castro ha definito "cinico" il gesto di Obama: "Perché -si chiede il leader cubano nelle sue "Reflexiones" sulla stampa ufficiale dell'isola piu' odiata da Washington- ha accettato il Nobel per la Pace quando sapeva gia' che avrebbe deciso di portare la guerra in Afghanistan fino alle ultime conseguenze? A Oslo ci aspetta un altra esibizione teatrale, un discorso condensato di frasi che nascondono l'esistenza di una superpotenza imperiale con centinaia di basi militari nel mondo". Se Fidel usa la retorica dell'eterno nemico dell'Impero americano, è da un altro Nobel per la Pace che arriva una punzecchiatura bonaria ma significativa. Il Nobel a Obama è "un po' prematuro", ha detto il Dalai Lama a Sky News, "ma non importa. Conosco Obama, e' una persona capace, giovane ed energica".
UNA MEDAGLIA, UN DIPLOMA E UN ASSEGNO. Una medaglia d'oro, un diploma ed un assegno da 1,4 milioni di dollari: questi i premi al presidente Barack Obama in occasione del conferimento del Nobel per la Pace. La medaglia d'oro, creata nel 1902 dallo scultore Gustav Vigeland, presenta su una faccia l'immagine in rilievo di Alfred Nobel e sull'altra tre uomini nudi che si abbracciano (a simbolo di fratellanza universale) sotto la scritta latina 'Pro pace et fraternitate gentium' (per la pace e la fraternità tra i popoli). Sul bordo della medaglia è inciso il nome di Barack Obama e l'anno della vincita del Nobel per la Pace.
La medaglia d'oro a 18 carati pesa 196 grammi ed ha un diametro di 6,6 centimetri. Il diploma reca l'immagine di un leone norvegese e la scritta 'Il Comitato del Nobel ha, in accordo con i termini del testamento stilato da Alfred Nobel il 27 novembre 1895, conferito a Barack Obama il Nobel per la Pace per il 2009'.
Il conferimento del Nobel comporta anche la consegna di un assegno per la somma di dieci milioni di corone svedesi (circa 1,4 milioni di dollari). La Casa Bianca ha già detto che il presidente Obama intende donare l'importo ad organizzazioni benefiche. La cerimonia di consegna dei premi Nobel si svolge ogni anno il 10 dicembre, anniversario della morte dell'industriale che inventò la dinamite. I Nobel per medicina, fisica, chimica, letteratura ed economia sono consegnati a Stoccolma mentre il premio per la pace è consegnato a Oslo.



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