No del Csm alla responsabilità civile dei magistrati
Il Consiglio Superiore della Magistratura boccia la proposta di modifica, in discussione al Parlamento, della responsabilita' civile dei magistrati, poiche' viene ritenuta un rischio "all'autonomia dell'ordine e all'indipendenza dei singoli magistrati". Questa mattina, infatti, il plenum del Csm ha approvato un parere accolto con 19 voti favorevoli e 4 contrari. A votare contro i consiglieri laici del Pdl che hanno sottolineato come il Csm con questo parere si comporti "da vera e propria terza Camera". Nel documento approvato dal plenum si sottolinea che "e' evidente che un rischio eccessivamente elevato di incorrere in responsabilita' civile diretta o indiretta, avrebbe un effetto distorsivo sull'operato dei magistrati, i quali potrebbero essere indotti, al fine di sottrarsi alla minaccia della responsabilita', ad adottare, tra piu' decisioni possibili, quella che consente di ridurre o eliminare il rischio di incorrere in responsabilita', piuttosto che quella maggiormente conferme a giustizia". Il parere approvato dal plenum del Csm boccia il cosiddetto emendamento Pini che introduce la responsabilita' civile dei magistrati. In particolare si sottolinea che nella proposta di legge "il mero riferimento alla manifesta violazione del diritto conduce ad una dilatazione dell'istituto tale da ricomprendere nel suo ambito applicativo anche condotte connotate da colpa live, interpretazioni non conformi ai precedenti ovvero casi di mera responsabilita' oggettiva". La nuova norma se approvata prevede anche la soppressione della clausola di 'salvaguardia' che e' contenuta nel secondo comma dell'articolo 2 della legge 117 del 1988: "l'eliminazione della clausola di salvaguardia - si legge nel parere del Csm - che tutela l'interpretazione normativa e la valutazione del fatto, pongono seriamente in rischio i principi di autonomia ed indipendenza della Magistratura e la diffusivita' dell'esercizio della giurisdizione come sino ad oggi conosciuti e delineati nella Costituzione". "L'emendamento - si legge ancora nel documento approvato dal plenum - individua la sua ratio nell'esigenza di adeguare il diritto interno alla sentenza della Corte di Giustizia della Comunita' europea. 
In realta' tale collegamento logico e giuridico si pone in relazione all'ambito dei presupposti oggettivi e soggettivi da cui puo' dipendere l'affermazione di responsabilita' dello Stato nei confronti del cittadino che abbia subito pregiudizio dalla scorretta applicazione del diritto europeo. Per tanto se appare opportuno, per adeguarsi al dictum della Corte di Giustizia rivedere i presupposti della responsabilita' dello Stato nei confronti del privato del pari non puo' convenirsi in ordine alla necessita' di rimodulare la responsabilita' in proprio del singolo magistrato in sede di esperimento dell'azione di rivalsa da parte dello Stato". A votare contro il parere del Csm sono stati i quattro membri laici del Pdl, che hanno sottolineato la non opportunita' del documento in un momento in cui alla Camera si discute proprio di questo emendamento. "Perche' dobbiamo rincorrere il Parlamento? - ha detto il consigliere Bartolomeo Romano - sarebbe piu' elegante dare al Parlamento un parere quando si e' pronti a darlo e non quando il Parlamento mette all'ordine del giorno la questione". Per il consigliere laico del Pd Glauco Giostra il documento e' invece "un arricchimento e non si puo' privare il Csm di esprimere un parere" anche se ha voluto esprimere un disagio personale nel "giocare di rimessa con il legislatore". "Fa parte dei doveri del Csm - ha detto il consigliere togato Vittorio Borraccetti - quello di intervenire sulle materie di giustizia. Abbiamo il dovere e il diritto di occuparcene". Il vice presidente del Csm, Michele Vietti, nel corso della discussione, ha sottolineato che l'ufficio studi di Palazzo Chigi ha gia' espresso un parere negativo sull'emendamento della responsabilita' civile dei magistrati. "Se non ce ne occupiamo ora, quando?" Si e' chiesto il vice presidente Vietti. Nel parere approvato dal plenum e' stato inoltre inserito un richiamo all'articolo 47 della Carta di Nizza cosi' come richiesto dal primo presidente della Corte di Cassazione Ernesto Lupo. "E' anomalo e paradossale - ha sottolineato il presidente della Cassazione Lupo - che un adattamento a una legge comunitaria sia invece in contrasto con il diritto dell'Unione europea. Infatti l'articolo 47 della Carta di Nizza impone come garanzia fondamentale l'indipendenza del giudice mentre l'attuale formulazione della norma prevede la responsabilita' diretta del giudice senza limiti".
P4: TERZO POLO, SI' A RICHIESTA PM DI ARRESTO PER PAPA
Il Terzo Polo dira' si' alla richiesta dei Pm di Napoli che hanno chiesto la custodia cautelare in carcere nei confronti del deputato Pdl Alfonso Papa. La decisione viene spiegata da Antonino Lo Presti, parlamentare di Fli e componente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio. "La nostra decisione e' tecnico giuridica. La politica non c'entra. Siamo in presenza di reati comuni e proprio per questo va escluso il fumus persecutionis", che sarebbe stata "l'unica giustificazione per sottrarre Papa all'arresto". Domani, in giunta, il relatore Paolo Francesco Sisto svolgera' il suo intervento, ma "non e' detto che si arrivi gia' a votare".



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