Vendola scalda i motori in fabbrica
Di Adelmo Gaetani
Nichi Vendola punta a conquistare un ruolo politico nazionale. Lo fa forte di una vittoria alle primarie della scorsa primavera che ha disintegrato il patto strategico tra D’Alema e Casini. Lo fa capitalizzando un successo elettorale che gli ha permesso di tornare da trionfatore alla guida della Regione Puglia. Due sfide vinte, che lo strano “politico con l’orecchino” vorrebbe ora replicare a livello nazionale.
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Il suo messaggio politico è semplice e diretto, non banale, però. Soprattutto è antipartitico e punta a valorizzare i movimenti spontanei attraverso un’organizzazione fluida, ma leaderistica, del tipo un uomo solo al comando.
Qualcuno ha osservato che Berlusconi ha fatto scuola e che Nichi, sull’altro fronte dello schieramento politico, è stato un suo buon allievo. Non sappiamo se sia un’esagerazione o una provocazione, sta di fatto che dalla bocca di Vendola sono uscite parole pesanti contro i partiti della sinistra, a cominciare dal Pd.
Ora scendono in campo le sue “Fabbriche” che il 16, 17 e 18 luglio si riuniscono a Bari per discutere , come si legge sul loro sito web "del futuro di una comunità in costruzione in cui la politica ben convive con pezzi di socialità alternativa" Ecco, allora, “Eyjafjallajokull, eruzioni di nuova politica”, il giocoso e complicato slogan dell’evento dietro al quale si vuole celare la vera finalità che è quella di preparare la strada per portare Nichi su posizioni di forza alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato a Palazzo Chigi.
Si tratta di un percorso lungo e accidentato, ma a Nichi non manca il coraggio e il gusto della sfida proibitiva. Anche per questo piace alla sua gente. E non solo.
Ma se nelle “Fabbriche” di Nichi si sogna il futuro, negli Ospedali di Puglia - dove sta calando la mannaia di un drastico piano antideficit con chiusura di reparti, di posti letto e di strutture ospedaliere - si fanno i conti con un presente di lacrime e sangue. Nichi è in giro per l’Italia e per ora è toccato al suo assessore alla Sanità subire una dura contestazione a Taranto. Ma, avvertono dal centrodestra, Vendola deve pur ricordarsi di essere il governatore di Puglia e quindi tornare alla casa-madre. A quel punto dovrà dare conto delle sue scelte innanzitutto al Consiglio regionale e poi ai cittadini pugliesi.
Insomma, per Vendola ci sono le rose, ma anche le spine. E potrebbe farsi male.



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