Regionali, dal Csm sì 'sofferto' all'aspettativa per il pm Nicastro

Giovedì, 18 febbraio 2010 - 12:45:00


E' stato un via libera espresso "con sofferenza" quello dato dal Csm al collocamento in aspettativa del pm di Bari Lorenzo Nicastro, gia' titolare di due inchieste che hanno coinvolto il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, e oggi candidato per l'Italia dei valori alle elezioni regionali in Puglia. Il plenum, infatti, ha votato la delibera proposta dalla quarta commissione per concedere l'aspettativa al magistrato dal 27 febbraio prossimo alla data di proclamazione dei risultati elettorali, a maggioranza, dopo un lungo dibattito.

A esprimere voto contrario all'aspettativa per il magistrato sono stati il laico dell'Udc, Ugo Bergamo, il togato di Unicost, Giuseppe Berruti, e i laici di centrosinistra, Letizia Vacca e Celestina Tinelli, mentre si sono astenuti il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, il laico del Pdl, Gianfranco Anedda, il togato di Magistratura Indipendente, Cosimo Ferri, ed Elisabetta Cesqui (Md). Il vicepresidente Nicola Mancino ha dovuto lasciare la seduta prima del voto, ma, nel suo intervento in plenum, si era detto favorevole alla approvazione della delibera "pur con sofferenza, perche' non credo ci sia una soluzione diversa, non credo che il Csm abbia un margine discrezionale, se c'e' una distrazione e' del legislatore - ha osservato Mancino - noi non possiamo assumerci un compito di supplenza".

Mancino, pero', ha criticato la scelta del pm Nicastro sottolineando che "non e' possibile che un magistrato inquirente, dopo aver fatto indagini si presenti alle elezioni nello stesso territorio, mettendo in discussione cosi' la credibilita' della magistratura. Una norma di migliore precisione sui casi di ineleggibilita' e di incompatibilita' si poteva fare, ma il legislatore non l'ha fatta". Riferendosi, poi, alla pratica aperta dalla sesta commissione proprio su questo tema, Mancino si e' detto "preoccupato: siamo destinatari di critiche per pareri su leggi che sono discusse in parlamento, figuriamoci se presentiamo proposte non al ministro, che non c'entra sulle incompatibilita' e le ineleggibilita', ma alle Camere".

Il togato di Unicost, Berruti, invece, ha spiegato la sua contrarieta' rilevando che "il sistema normativo e' incoerente e paradossale: il Csm deve prendere una decisione politica, l'unica in grado di innescare un processo per far chiarire la questione al legislatore o al giudice delle leggi". Di diverso parere il laico di centrosinistra, Mauro Volpi: "Non ho dubbi sul fatto che questa candidatura sia opportuna - ha osservato - ma il Csm non puo' negare l'aspettativa, proprio sulla base del dettato costituzionale".

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