Nazismo, la Corte di Giustizia dell'Aja contro l'Italia, stop a indennizzi
L'Italia ha violato i suoi obblighi di diritto internazionale nei confronti della Germania ammettendo richieste di indennizzi a Berlino per le vittime dei crimini di guerra nazisti. Lo ha stabilito la Corte internazionale di giustizia dell'Aja. "La Corte ritiene che l'azione dei tribunali italiani di negare l'immunita' costituisca una violazione dei suoi obblighi nei confronti dello Stato tedesco", ha spiegato il giudice Hisashi Owada nel corso di un'udienza pubblica all'Aja. Lo scontro legale era scoppiato nel dicembre 2008 quando Berlino aveva presentato ricorso contro una sentenza della Corte di Cassazione italiana di due mesi prima che aveva riconosciuto ai familiari di alcune vittime dei crimini del Terzo Reich il diritto a ricevere indennizzi individuali da parte della Germania. In particolare la sentenza riguardava la strage del 29 giugno 1944 in provincia di Arezzo a Civitella, Cornia e San Pancrazio, in cui furono trucidate 203 persone.
Per la Germania quella sentenza, che apri' la strada a una valanga di richieste di indennizzi di parenti di vittime delle stragi naziste, violava la Convenzione dei Vienna del 1961 e il Trattato di pace stipulato con l'Italia. Secondo il governo tedesco la richiesta di indennizzi per fatti avvenuti tra il settembre del 1943 e il maggio 1945 violava "l'immunita' giudiziaria" di cui gode la Germania moderna. Per l'Italia, invece, si tratta di "crimini internazionali" che hanno una precedenza rispetto alle immunita' nazionali. Nel luglio 2010 la Corte internazionale dell'Aja aveva gia' respinto con 13 voti su 14 come "irricevibile" il ricorso dell'Italia che chiedeva alla Germania di pagare gli indennizzi per le vittime di crimini nazisti decisi dai suoi tribunali.


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