Afghanistan, Berlusconi a Obama: sì al rafforzamento della missione
| Barack Obama annuncerà la nuova strategia per l'Afghanistan in un discorso alla nazione che terrà martedì dalla prestigiosa accademia militare di West Point. Lo ha reso noto la Casa Bianca. Il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs: "Non resteremo altri nove anni". |
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ricevuto una telefonata da parte del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Nel corso della cordiale conversazione, informa una nota di Palazzo Chigi, è stata esaminata principalmente la situazione in Afghanistan ed il Presidente americano ha illustrato i punti salienti della revisione strategica che l'Amministrazione USA si appresta a varare.
Il Presidente Obama ha elogiato il ruolo di leadership svolto dal Presidente Berlusconi sulla questione afgana e sui numerosi altri teatri di crisi, chiedendo il sostegno dell'Italia nel rafforzamento dell'impegno della comunità internazionale in Afghanistan. Il Presidente del Consiglio - si legge ancora - ha accolto positivamente questa richiesta ed entrambi hanno deciso che essa verrà approfondita nei dettagli in occasione di un prossimo incontro tra il ministro degli Esteri Frattini ed il Segretario di Stato Clinton.
Alla vigilia dell'atteso annuncio di Barack Obama sull'aumento di truppe in Afghanistan, la Nato chiede ad Italia e Germania uno sforzo maggiore. Il segretario generale, Anders Fogh Rasmussen ha incontra il premier Silvio Berlusconi, e giovedì a Berlino il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il tema sarà il nodo centrale del colloqui. "Un approfondimento particolare - nel colloquio tra Berlusconi e Rasmussen - e' stato svolto sulla situazione in Afghanistan, dove è stata registrata un'ampia convergenza di vedute sulla necessita' di un nuovo approccio operativo sul terreno, sull'esigenza di aumentare l'impegno nel settore civile e nell'addestramento delle forze di sicurezza e di polizia afgane e, infine, sull'aspettativa che il nuovo governo afgano sia all'altezza delle importanti sfide che attendono il Paese".
Rasmussen chiede un maggiore impegno ai Paesi che partecipano alla forza internazionale dell'Isaf. "E' importante per l'equilibrio politico di questa missione che ci siano contributi di altri Paesi", ha anticipato da Bruxelles il portavoce James Appathurai, sottolineando che tutto l'onere non puo' essere lasciato "agli Stati Uniti soltanto". Da settimane la Nato insiste con i Paesi che partecipano ad Isaf (43 Paesi e 71.000 soldati) che aumentino il livello dell'impegno. I ministri degli Esteri dell'Alleanza Atlantica si riuniranno i prossimi 3 e 4 dicembre; e dopo la discussione a livello politico la palla passera' ai generali, il 7 dicembre, al quartier generale alleato per l'Europa, in Belgio, quando nella "Force generation conference" dovrebbero arrivare le offerte specifiche.
Vari Paesi hanno gia' annunciato l'incremento degli apporti all'Isaf: il Regno Unito (500 soldati a rigide condizioni), la Georgia, la Slovacchia. Ma alcuni governi potrebbero attendere fino all'anno nuovo per annunciare i rinforzi: la Germania vuole aspettare gli esiti della prossima conferenza internazionale sull'Afghanistan, prevista orientativamente per gennaio, a Londra o a Kabul. Quanto all'Italia, sull'eventuale aumento delle truppe italiane in Afghanistan decidera' "il Governo", ha ribadito il ministro degli Esteri Franco Frattini, avvertendo pero' che si "ragionera' su una richiesta degli Usa, ma sarebbe sbagliato parlare di numeri e formule prima dell'annuncio dell'America". In Afghanistan, ha spiegato il ministro, "la coalizione ha iniziato insieme e deve finire insieme, non possiamo lasciare l'Afghanistan nelle mani del terrorismo dopo aver lavorato li' per sette anni".



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