Oggi, 1° dicembre, nasce la nuova Europa

Martedì, 1 dicembre 2009 - 08:31:00


Dopo un'attesa durata esattamente otto anni - era il primo dicembre 2001 quando i leader Ue diedero il via alla Convenzione sul futuro dell'Europa guidata da Valery Giscard D'Estaing - nasce ufficialmente la nuova Europa. Oggi, 1° dicembre, entra infatti in vigore il Trattato di Lisbona. L'intesa tra i Ventisette è arrivata dopo due anni di "periodo di riflessione" ed è stata preceduta dalla Dichiarazione di Berlino del 25 marzo 2007, in occasione dei 50 anni dell'Europa unita, nella quale il cancelliere tedesco Angela Merkel e l'allora presidente del Consiglio Romano Prodi esprimevano la volontà di sciogliere il nodo entro pochi mesi, al fine di consentire l'entrata in vigore di un nuovo trattato che avrebbe sostituito la Costituzione europea.

Ue Van Rompuy Ashton
Van Rompuy-Ashton

Un presidente permanente, Herman Van Rompuy, e un ministro degli Esteri donna, Catherine Ashton, destinati a essere il volto dell'Europa nel mondo, una potente iniezione di democrazia che pone il Parlamento Ue al centro del processo decisionale, uno stop all'utilizzo del diritto di veto in Consiglio, la possibilità, per gruppi ristretti di Paesi, di formare avanguardie sulla strada del'integrazione. Queste alcune delle principali 'rivoluzioni silenziose' previste dal Trattato di Lisbona per creare la nuova Europa.

Gli addetti ai lavori non hanno dubbi: "Lisbona ha una portata innovativa superiore a tutti gli altri Trattati europei adottati finora". Del resto segnali sulla potenziale 'portata storica' di Lisbona, versione rivista e corretta del progetto di Costituzione naufragato nel 2005 sui no referendari di Francia e Olanda, non sono mancati. Il presidente ceco, l' euroscettico Vaclav Klaus, ha forse esagerato quando ha dichiarato che con il nuovo Trattato la Repubblica Ceca "cesserà di essere uno Stato sovrano". La Corte costituzionale tedesca ha chiaramente indicato, nel dare il suo via libera a Lisbona, che oltre non si potrà andare senza modificare la Carta fondamentale della Germania.

E non è sicuramente un caso se Gran Bretagna (che su questo ha una tradizione consolidata) e Polonia, seguite poi anche da Praga, hanno chiesto - e ottenuto - di non applicare la Carta dei diritti fondamentali, grazie alla clausola dell'opt out, per paura di eccessive ingerenze europee nei loro affari interni.

Grazie al nuovo Trattato, da martedì il Parlamento Ue sarà chiamato a dare il suo assenso su circa il 90% delle norme Ue, sottoposte d'ora in poi a quella che Lisbona chiama 'procedura legislativa ordinaria'. La quale prevede il voto a maggioranza qualificata in Consiglio - un sistema che disinnesca la possibilità, per un Paese, di bloccare tutto quando è richiesta l'unanimità (che resta solo per un numero ristrettissimo di materie) -e la co-decisione con il Parlamento.

Con questo meccanismo il voto degli europarlamentari diventa fondamentale su questioni delicate e controverse - dall'agricoltura, all'immigrazione, dal bilancio alla politica dei visti, dalla proprietà intellettuale all'euro e ai fondi strutturali - dove sono in gioco praticamente tutte le risorse finanziarie a disposizione dell'Unione. Lisbona però non è solo questo.

Il nuovo trattato apre la strada a nuovi ingressi, primi tra tutti quelli di Croazia e Islanda. E soprattutto pone le basi per costituire avanguardie di Paesi che possano e vogliano procedere più rapidamente degli altri nel campo della difesa comune (cooperazione strutturata permanente) e in altri settori, ad esempio la giustizia o il diritto di famiglia (cooperazioni rafforzate). Ci sono poi nuove materie, come il turismo, lo sport, la politica per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, che entrano a far parte delle competenze Ue. E c'è la Corte di giustizia che amplia la sua sfera di attività e lubrifica i meccanismi sanzionatori.

Inoltre, per la prima volta, viene ufficialmente riconosciuta l'esistenza dell'Eurogruppo. I vertici Ue, per celebrare l'entrata in vigore del nuovo Trattato, si sono dati appuntamento a Lisbona martedì sera. Un evento che segnerà anche l'apertura del cantiere per trasformare in realtà riforme finora descritte solo sulla carta. Un compito sul quale sono attesi al varco non solo le due nuove figure chiave Ue - il presidente permanente Herman Van Rompuy e il ministro degli Esteri Catherine Ashton - ma anche l'Europarlamento nel suo complesso, chiamato a compiere un grande salto di qualità per svolgere le sue nuovi funzioni.

Ecco le principali novità introdotte dal Trattato di Lisbona

PRESIDENTE UE PERMANENTE. Nominato dal Consiglio Europeo resta in carica due anni e mezzo ed è rinnovabile per un mandato. Il belga Herman Van Rompuy è il primo ad assumere questa funzione.

MR PESC-MINISTRO ESTERI
. Designato dal Consiglio Europeo è anche vicepresidente della Commissione Ue ed è quindi soggetto all'approvazione del Parlamento. La britannica Catherine Ashton è la prima a svolgere questo ruolo e potrà contare sul nascente servizio diplomatico Ue.

VOTO A MAGGIORANZA QUALIFICATA
. Finisce la possibilità, per un Paese membro, di esercitare il diritto di veto in Consiglio su oltre 40 materie. L'unanimità resta necessaria solo in alcuni casi, tra i quali le decisioni su politica estera e di sicurezza (Pesc-Pesd) e sul fisco. Dal 2014 il sistema di voto sarà a doppia maggioranza, basato sul 55% dei paesi, in rappresentanza del 65% della popolazione.

PARLAMENTO PIÙ FORTE
. Attraverso l'estensione della procedura di co-decisione il voto del Parlamento Ue, oltre a quello del Consiglio, diventa decisivo per l'approvazione di una grande maggioranza di norme europee (agricoltura, bilancio, ecc.). Il numero dei parlamentari sale da 736 a 751 (754 fino a fine legislatura), i posti per l'Italia passano da 72 a 73.

PARLAMENTI NAZIONALI
. Possono bloccare l'iter normativo Ue se, entro 8 settimane, verificheranno che le proposte avanzate non rispettano il principio di sussidiarità.

DIRITTO DI INIZIATIVA POPOLARE
. Un milione di cittadini può chiedere a Bruxelles di presentare una proposta normativa Ue.

CARTA DIRITTI FONDAMENTALI
. Acquisisce lo stesso valore giuridico dei Trattati e la Corte di giustizia Ue può essere chiamata a pronunciarsi sul suo rispetto.

IMMIGRAZIONE E GIUSTIZIA
. Le materie entrano a far parte del diritto comune Ue e delle competenza della Corte di giustizia; le norme sono soggette a voto a maggioranza e co-decisione.

EUROGRUPPO
. Diventa un'istituzione informale Ue con un presidente eletto a maggioranza per due anni e mezzo.

COOPERAZIONE RAFFORZATA
. All'unanimità i Paesi Ue possono decidere che un gruppo di almeno 9 Stati forma un'avanguardia e procede a una maggiore integrazione in determinati settori.

COOPERAZIONE NEL CAMPO DELLA DIFESA
. Può essere costituita da un gruppo di Paesi nell'ambito della politica di difesa per integrare le loro forze armate o parti di esse.

CLAUSOLA DI SOLIDARIETÀ
. Su richiesta di un Paese membro gli altri devono andare in suo aiuto in caso di aggressione armata, attacco terroristico, calamità naturale.

CLAUSOLA DI USCITA
. Un Paese può uscire dall'Ue negoziando le condizioni con i partner.

NUOVE COMPETENZE
. L'Ue acquisisce competenze in materie come lo sport, il turismo, la protezione dei dati personali e della proprietà intellettuale, l'energia, la salute pubblica.

SANZIONI PECUNIARIE
. La Corte di giustizia Ue può infliggere multe più velocemente e in più casi quando un Paese risulti inadempiente.

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