Nasce "Emiliano per la Puglia". Parte la corsa alla Regione

È ufficiale. O quasi. Michele Emiliano scenderà in campo per il centrosinistra alle prossime regionali, con addosso la maglietta di aspirante governatore. Il sindaco di Bari getta acqua sul fuoco degli entusiasmi - "non sta scritto da nessuna parte che io mi debba candidare alla Regione - , ma presenta in pompa magna a Villa Romanazzi Carducci la lista Emiliano per la Puglia. Il logo ha in bella evidenza la stessa "e" rossa che nel 2004 trasformò un magistrato antimafia nel Gladiatore della pubblica amministrazione quando la lista Emiliano conquistò il 18 per cento delle preferenze e tagliò il traguardo davanti a tutti quanti gli altri partiti della città.
Sette anni più tardi l'operazione si ripete, ma deve moltiplicarsi per le sei province pugliesi. A cominciare dalle amministrative 2012, si voterà in quattro capoluoghi, ma non solo a Taranto, Brindisi, Trani e Lecce Emiliano per la Puglia schiererà i suoi concorrenti. "D'intesa col Pd, vogliamo federare tutti i movimenti civici senza fare tessere" spiega. Il gioco è sempre quello: attrarre sotto una bandiera che non sia quella di una forza politica tradizionale, quanta più gente possibile. Per allargare il consenso, sfondando a destra, sinistra o al centro. Tant'è che ad ascoltare il già pm ci sono ex socialisti, ex democristiani, ex fascisti. L'ultima ciliegina sulla torta, siede accanto ad Emiliano: il barese Tommy Attanasio, una vita tra An e Pdl, traslocato armi e bagagli sul
carro del primo cittadino. Ma, attenzione, "non siamo un taxi": sì, insomma, eviteremo che chiunque ci salga sopra con eccessiva disinvoltura. Questo perché "dobbiamo progettare il futuro, che avrà bisogno di un soggetto politico diverso". Diverso innanzi tutto dai partiti, che ormai "Pd compreso, non riescono a convocare più nessuno".
Ecco dunque come nasce l'idea della civica carterpillar, anche perché "il rapporto con l'universo vendoliano è molto difficile" ammette Emiliano, che piuttosto strizza l'occhio a un altro sindaco: quello di Napoli, Luigi De Magistris. "Vogliamo mettere in movimento la politica italiana, altro che Vasto (teatro del patto siglato tra Bersani, Vendola e Di Pietro, ndr), Terzo polo...". E, chissà, alle politiche che verranno potrebbe saltare fuori perfino "una lista civica nazionale almeno al Senato, in collaborazione col Pd e l'intero centrosinistra. A Romano Prodi una soluzione del genere l'avevo proposta anche nel 2006, avevo intuito che la vittoria l'avremmo ottenuta sul filo di lana, se mi avesse dato ascolto probabilmente avremmo ancora il Professore al governo del Paese, invece Mastella diventò ministro della Giustizia, sono traumi che non si dimenticano".


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