Napolitano: "In Parlamento vedo grosse difficoltà"
"È chiaro che oggi ci sono in Parlamento grosse difficoltà".
Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in Turchia prima di ripartire per il Quirinale. Lo ha detto riaffermando la centralità del Parlamento e premettendo che una valutazione sul lavoro parlamentare spetta a osservatori, commentatori "e anche al presidente della Repubblica, con le cautele dovute"."Io rispetto - ha detto Napolitano -l'autonomia del Parlamento, le difficoltà che incontrano i presidenti delle assemblee parlamentari per farle funzionare e per rendere il lavoro più efficace e spedito, ma con la massima attenzione per tutti i diritti della minoranza e per tutte le proposte delle opposizioni. E' chiaro che oggi ci sono grosse difficoltà in questo senso'. Difficoltà che riguardano 'l'operosità, la densità e la bontà dei prodotti legislativi. Mi riservo di intervenire ancora su questo tema'.
Quanto alle riforme, facendo un bilancio rapidissimo dei primi tre anni e mezzo del suo settennato, il presidente Napolitano ha affermato di essersi basato e di volersi ancora basare su 'linee guida che non cambiano' e che sono 'tener fermo il traguardo della democrazia dell'alternanza che si basi sul reciproco riconoscimento tra forze e schieramenti, sulla condivisione dei valori fondanti della Costituzione che nessuno mette in dubbio. Altra cosa è la seconda parte della Costituzione, che ho già spiegato essere modificabile, nell'auspicio che lo sia in modo condiviso. Su questo non so se ci sono novità, ma mi pare che qualcosa si stia muovendo".
SCHIFANI: MAGGIORANZA COESA, AVANTI SENZA NUOVO VOTO. "La maggioranza è coesa. Come ha detto il premier si va avanti senza voto". Lo afferma il presidente del Senato, Renato Schifani, che aggiunge: "Ne prendo atto con piacere. La stabilita' degli esecutivi - spiega - e' garanzia della governabilita' che vogliono i cittadini". ''Gli italiani vogliono si parli loro in manera chiara e diretta e hanno percepito che ho parlato in maniera chiara e diretta, perchè ho fatto riferimento a un principio generale che vale in tutti i paesi dove vige il bipolarismo'', continua il presidente del Senato, rispondendo ai giornalisti che, a margine della visita da lui compiuta alla residenza universitaria Rui dell'Opus Dei, gli chiedono di commentare un sondaggio che premia le sue affermazioni di martedi' scorso riguardo alla necessita' del voto se il Governo non puo' attuare il programma.
''Deve esserci - sottolinea la seconda carica dello Stato - una rigorosa corerenza tra la scelta degli elettori e il comportamento della politica''. I giornalisti gli segnalano che lo stesso sondaggio manifesta gradimento perché le affermazioni sono state intese come un monito e il presidente del Senato ritiene di dover chiarire: ''Lungi da me l'idea di mandare moniti a maggioranza e opposizione. Ho sviluppato invece un ragionamento che vale per ogni democrazia biploare. Era un intervento a un incontro con giovani universitari e ho parlato in chiave generale ed astratta''.



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