Obama, le reazioni in Italia/ Napolitano: "Grazie a Barack motivi di speranza". Berlusconi: "Consigli gliene posso dare perché sono più anziano". Veltroni: "Noi siamo figli di questa cultura e non della cultura della paura"

Mercoledì, 5 novembre 2008 - 09:08:00


FORUM/ Che cosa pensi dell'esito delle elezioni Usa? Sei contento della vittoria di Obama? Che cosa cambierà in Italia?

SONDAGGIO/ Come saranno gli Stati Uniti e il mondo con Barack Obama alla Casa Bianca?

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Il commento 1/
E ora con Obama il mondo non sarà più lo stesso Di Angelo Maria Perrino

Il commento 2/ È un'America più fragile e insicura quella di Obama Di Giuseppe Morello

Il commento 3 Obama, l'audacia di un presidente: la speranza ha vinto la paura Di Antonio V. Gelormini

L'analisi/ Le Presidenziali Usa in televisione: Vespa più paludato di Mentana Di Gianni Zecca

"Per noi italiani che ci sentiamo intimamente legati sul piano storico e politico, culturale e umano, al popolo americano e agli Stati Uniti d'America, questo è un grande giorno: traiamo dalla sua vittoria e dallo spirito di unità che l'accompagna nuovi motivi di speranza e di fiducia per la causa della libertà, della pace, di un più sicuro e giusto ordine mondiale". E' il messaggio che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al neo presidente degli Stati Uniti Barack Obama. "Le giungano le più calorose felicitazioni mie personali e del popolo italiano - scrive ancora Napolitano - siamo profondamente impressionati della ineguagliabile prova di forza e di vitalità che la democrazia americana ci ha dato, grazie a una partecipazione senza precedenti alla campagna elettorale e al voto, e grazie alla larghissima adesione a un programma ricco di idealità e di impegni di rinnovamento".

Anche il premier Silvio Berlusconi ha inviato un messaggio a Obama "per l'alto compito che lo attende: sono assolutamente certo che l'amicizia e la collaborazione tra i nostri due Paesi continuerà a crescere e a rafforzarsi" scrive il premier. In visita alla fiera Eicma di Milano, Berlusconi ha aggiunto, in modo più informale: "Consigli gliene posso dare perché sono più anziano, lo farò quando lo abbraccerò di persona". "Obama che ha vinto sembra uno
di loro. Ma Obama ha vinto le elezioni e governerà. Loro hanno perso e ci lascino governare". Così il presidente del Consiglio durante il suo intervento alla Fiera di Rho.

Il sottosegretario alla Presidenza Paolo Bonaiuti, intervenendo alla trasmissione Radio Anch'io, ha detto che gli Stati Uniti continueranno ad avere "rapporti di amicizia" con il governo italiano. "C'era bisogno di un cambiamento ed è avvenuto" ha aggiunto. E il ministro degli Esteri Franco Frattini: "Obama ama l'Italia: lo ha detto e lo ha ripetuto. Certamente questo sarà un momento importante su cui rilanciare ancora la nostra alleanza bilaterale". Il leader del Partito Democratico Walter Veltroni parla di notte storica: "Se il vento gira in America poi gira anche da questa parte. Questa notte ce la ricorderemo per tutta la vita, l'America ha fatto una scelta di coraggio ed è una buona notizia per il mondo intero. La vittoria di Obama è la vittoria della speranza. E noi siamo figli di questa cultura e non della cultura della paura".

Con l'elezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti, ci sarà "un netto miglioramento" dei rapporti tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea. Lo ha affermato il ministro ombra degli Esteri del Pd, Piero Fassino, intervenendo alla trasmissione Radio Anch'io. "Bush - ha aggiunto - non ha cercato un rapporto con l'Ue, ma ha scelto in Europa i Paesi amici, anzi cercando anche di dividere l'Ue". Per Fassino con il nuovo corso si instaurerà quindi "un rapporto di reciproco rispetto, in cui l'Ue sa che non si può fare a meno degli Usa, ma questi ultimi riconoscono il ruolo strategico dell'Ue". "Io mi attengo a quello che ha sempre dichiarato Obama - aggiunge Fassino - e cioè di voler abbandonare la strategia dell'unilateralismo a favore di un atteggiamento nel quale l'America sceglie il multilateralismo. Anche sull'Iran Obama ha detto più volte di voler ricercare una soluzione negoziale. Il presidente degli Stati Uniti - prosegue - non è uno sprovveduto e sa di non poter escludere nessuno strumento, ma sa che l'uso della forza non è la prima scelta ma l'extrema ratio".

Il neo presidente degli Stati Uniti, Barak Obama "è un presidente della globalizzazione che ha riscattato il pregiudizio razziale non facendo di questa questione il centro della sua campagna elettorale". Lo ha detto l'esponente del Pd, Giovanna Melandri intervenendo a 'Uno Mattina' su Rai Uno. E' stata "un'impresa storica e restituisce il sogno americano che ha anche un valore politico molto preciso".

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