Napolitano insiste sull'unità: "L'Italia cresca unita o deperirà"

Dopo le parole di ieri che tante polemiche hanno creato, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è tornato a sottolineare oggi le "enormi potenzialita' dello sviluppo di Napoli" e del meridione, imprescindibili per la crescita di tutta l'Italia. "Questo Paese cresce insieme o non cresce", ha detto lasciando la facolta' di Ingegneria del capoluogo campano, dopo essersi sentito chiedere se lo sviluppo dell'Italia sia imprescindibile dal meridione.
Ieri il Capo dello Stato aveva già mandato un messaggio chiarissimo alla Lega: "Il popolo padano non esiste, il messaggio e' chiaro, ha detto nel corso di un incontro con gli studenti e i docenti della facolta' di giurisprudenza dell'ateneo di Napoli, storicamente uno dei piu' antichi e prestigiosi d'Italia.
"E' tutto lecito - ha aggiunto Napolitano - discutere del federalismo e della rappresentanza delle autonomie". Ma sia chiaro: "Quando dalle grida, dalle chiacchiere, dallo sventolio di bandiere si passasse ad atti preparatori di qualcosa che si chiamasse secessione, ovviamente tutto cambierebbe".
Il capo dello Stato ha colto l'occasione del suo viaggio a Napoli per intervenire sul tema delle carceri stracolme. Le carceri sovraffollate sono "una vergogna per il Paese ed una umiliazione per l'Italia", ma "non ci si deve affidare solo all'amnistia come soluzione o alleggerimento del problema", ha detto visitando il carcere minorile di Nisida. Secondo il Capo dello
Stato certe situazioni "non sono degne di esseri umani, e non possiamo dormire tranquilli" finche' "non sono risolte".
Il presidente è anche tornato sulle questioni politiche. "E' un momento in cui si impreca molto contro la politica, ma attenzione, la politica siamo tutti noi". , ha detto a Napoli. "E' politica costruire qualcosa di fondamentale dal punto di vista sociale come voi fate, come fa il cardinale Sepe, come fanno i presidenti che guidano le fondazioni capaci di rendere possibile cio' che altrimenti non lo sarebbe" ha detto rivolto alla platea.
Il capo dello Stato, accompagnato dalla signora Clio, arriva nella chiesa di San Gennaro Extra Moenia - riaperta solo di recente - ed e' accolto dal presidente della regione Stefano Caldoro e dal sindaco Luigi De Magistris. Appena entra in chiesa l'orchestra giovanile "Sanita' Ensamble" intona "La vita e' bella". E' una giornata molto particolare in cui le fondazioni che operano a Napoli mostrano i risultati ottenuti dal loro impegno e dal loro sacrificio. Il cardinale arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe prende la parola e ricorda la profonda amicizia con il capo dello Stato e sottolinea come "investire nel sociale, superando ogni forma di assistenzialismo o paternalismo, ma chiamando all'impegno e alla responsabilita' tanti giovani, associazioni, soggetti del terzo settore; lavorare perche' si diffonda la consapevolezza, soprattutto fra i giovani, della esigenza primaria di recuperare il senso della comunita', della coesione sociale, del fare rete, sono veri antidoti a sottosviluppo, al degrado, alle patologie criminali della nostra societa'".
Quindi il capo dello Stato interviene e parla a braccio: "Non ho nessuno scritto dice - e spero di non sbagliare ad esprimere quello che sento dopo due giorni passati a Napoli". "Esprimo - dice il capo dello Stato - un di piu' di speranza, un di piu' di fiducia vedendo di quali risorse dispone Napoli". Parla di speranza e di fiducia ricordando gli incontri con il presidente della Regione Campania e coni l sindaco di Napoli "vedo - dice - la possibilita' di una sinergia tra istituzioni, tra pubblico e privato". Poi riferendosi al terzo settore parla di un "esempio bellissimo di quello che si puo' costruire nel cuore di Napoli, nella nuova visione del welfare e dello sviluppo". Napolitano ribadisce - ed e' a questo punto che spuntano le lacrime - la necessita' che il Paese cresca unito Nord e Sud.


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