Napolitano in Israele: "Riparta il dialogo"
"Il momento della pace non puo' piu' essere differito la pace richiede scelte coraggiose ma e' anche la migliore, l'unica vera garanzia dei diritti dei popoli della regione e, fra questi, di quello di Israele ad esistere e prosperare come Stato ebraico". Lo ha detto Giorgio Napolitano durante la cerimonia di benvenuto in Israele, nel corso della quale ha parlato a fianco dell'omologo israeliano Shimon Peres. 
"L'Italia e' sopra ogni altra cosa vicina al popolo ebraico", ha detto ancora il presidente della Repubblica, "che nel corso della sua storia millenaria ha affrontato prove durissime e che in particolare, in pieno XX secolo, ha conosciuto l'immane tragedia della shoah".
Inoltre l'Italia "gli e' vicina nella difesa del suo irrinunciabile diritto di vivere in pace e sicurezza accanto agli altri paesi della regione".
"Questi obiettivi sono oggi piu' vicini grazie allo sforzo coraggioso che ha portato di recente a riannodare il filo spezzato del dialogo, lasciando intravedere per la prima volta dopo lunghi anni un concreto orizzonte di speranza", ha proseguito, "e' nostra convinzione che si debba innalzare lo sguardo e mirare lontano, verso l'ineludibile traguardo della pacifica convivenza di due Stati sovrani, in cui i due popoli che vivono su questa terra ricca di storia potranno finalmente realizzare, assieme ai loro legittimi ed inalienabili diritti, le loro aspirazioni alla pace e le loro potenzialita' di sviluppo". "Dopo 60 anni il momento della pace non puo' piu' essere differito", ha concluso.



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