Le intercettazioni della Tangentopoli napoletana
«Sì, sì a posto. Senza problemi»
Bocchino: «Alfredo, Italo».
Romeo: «Ciao Italo».
Bocchino: «Tutto a posto».
Romeo: «Tutto bene?».
Bocchino: «Sì, sì, quelli tutti allineatissimi... Senza problemi. Domani mattina a che ora passo a trovarti?».
Romeo: «Allora... che dici, alle nove e mezzo è presto per te?».
Bocchino: «No, alle nove e mezzo sono da te».
Romeo: «Ok».
Bocchino: «Un abbraccio».
Romeo: «Ciao, grazie».
Il 5 maggio dello stesso anno Romeo e Renzo Lusetti discutono «della possibilità di sfruttamento del lussuoso albergo, nei pressi del porto di Napoli, in occasione di un imminente evento internazionale, il festival Teatro Italia, di cui Napoli era stata designata, proprio dal ministro Rutelli».
La moglie di Rutelli
Lusetti: «...Poi ho riferito a Francesco (Rutelli) a lui direttamente ho riferito della cosa di quest'estate (fa riferimento al festival)».
Romeo: «Eh, sì».
Lusetti: «Di questa ha detto che non c'è problema... mi devi dare qualche dettaglio in più però, magari ci vediamo... dov'è, come si chiama, no?».
Romeo: «Ho capito ma lui ci può parlare?».
Lusetti: «Sì, come ci può parlare, in che senso?... Io dell'albergo dicevo».
Romeo: «Ah, è a proposito dell'albergo».
Lusetti: «Ha detto va bene dell'albergo».
Romeo: «Quello apre ad ottobre praticamente, chi gestisce l'evento?».
Lusetti: «Salvo Nastasi».
Annota il giudice: «Si tratta di Salvatore Nastasi, all'epoca direttore generale per lo spettacolo dal vivo del ministero dei Beni delle Attività Culturali retto da Rutelli, il quale il mese di agosto successivo lo nominerà commissario straordinario della Fondazione teatro San Carlo».



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