Le intercettazioni della Tangentopoli napoletana
| "Appena sono apparse sugli organi di informazione le intercettazioni in cui si parlava di me, ho chiamato la Procura della Repubblica di Napoli e ho chiesto di essere ascoltato immediatamente a tutela della mia onestà e onorabilità. Sono salito in macchina, arrivato alle dieci e un quarto di sera e chiarito punto per punto che tutte le parole pronunciate nelle telefonate intercettate sul mio conto sono totalmente prive di fondamento". Lo afferma Francesco Rutelli a proposito delle intercettazioni relative alle inchieste sugli appalti condotte dalla procura di Napoli. "Ringrazio i magistrati di Napoli per la loro disponibilità e ho piena fiducia che le attività giudiziarie si chiudano con l'accertamento della verità nei confronti di tutte le persone interessate". |
Gambale: «Alfredo sono Peppe...».
Romeo: «Ciao Peppe come stai?...».
Gambale: «Bene tu come stai? ... senti, due flash: il primo, io domani ho un appuntamento con Beppe Fioroni per alcune cose... al Ministero alle sei. Tu come stai combinato? vogliamo fare un salto insieme?».
Romeo: «Fammi vedere un attimo...».
Gambale: «Se vieni con me... vieni senza... come dire, identificazione... passo, coso... roba, stiamo insieme ...».
Romeo: «Sì, va bene, aspetta no, alle sei no... devo verificare domani mattina per te sarebbe possibile alle sette in caso...».
Gambale: «Verifico un attimo perché io tenevo questo mezzo appuntamento fissato da un po' perché dovevo vedere un attimo delle cose con lui e quindi, insomma poiché lui stava al ministero eravamo rimasti così, mi ero liberato, fatto liberare dalla segretaria uno spazio, perché io non ci avevo pensato che stai su Napoli lunedì...».
Annota il Gip: «L'incontro avviene, e non è particolarmente breve, se è vero che, come si legge nell'informativa del 14 aprile 2008, alle ore 20.18 il Romeo, contattato dal figlio, gli rappresenta di trovarsi all'interno del dicastero della Pubblica istruzione, a Trastevere».
L'amico Nugnes
Il 13 maggio 2007 Romeo parla con il suo amico, all'epoca assessore, Giorgio Nugnes.
Romeo: «Ieri sera ho visto Francesco (Rutelli), ho ricordato e... mi ha fatto la battuta il tuo protetto non ti preoccupare, non sono entrato nel merito, ha fatto solo una battuta simpatica, ho parlato con Renzo (Lusetti) che è sempre più sbandatone...».
Nugnes: «Infatti».
Romeo: «Va bene, lui ha detto, io ho avuto l'input quindi stai tranquillo non c'è problema, quindi domani si fanno i Dipartimenti, però mi ha detto Renzo che ti aveva parlato».
Nugnes: «Sì, mi aveva parlato, però se è una cosa utile, se no la dessero a qualcun altro». Romeo: «Va bene, deve essere utile, mica ci mettiamo a pazziare».
Francesco Rutelli ha smentito qualsiasi coinvolgimento: «Non ho mai, e dico mai, avuto nulla a che vedere con le vicende di cui si sta occupando la procura». Ma sono i politici nazionali, a volte, a chiamare Romeo anche per le decisioni a livello locale che lo interessavano da vicino. Il 20 marzo 2007, dopo la riunione del Consiglio comunale che aveva approvato la delibera «Global service», il primo a telefonargli «per rassicurarlo sul buon esito della sua intercessione, come scrive il giudice, è il parlamentare di An Italo Bocchino, oggi vice-capogruppo del Pdl alla Camera.



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