Napoli, in manette due assessori del Pd. Chiesto l'arresto anche per Bocchino (An) e Lusetti (Pd)

Mercoledì, 17 dicembre 2008 - 17:15:00


 

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"L'incontro con Veltroni è andato benissimo come sempre tra vecchi compagni di partito che si vogliono bene. Siccome ho la testa dura e prima o poi me laromperò, ho comunicato al mio segretario che ho intenzione di andare avanti e che non mi dimetto". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, al termine dell'incontro che si è svolto al Nazareno con il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni. La Iervolino ha poi aggiunto che continuerà nel suo lavoro "con il massimo rinnovamento strutturale, per quanto riguarda la giunta, e con il massimo dell'orgoglio e della grinta. Sono ben cosciente e orgogliosa della coalizione che abbiamo a Napoli".

"Una questione morale esiste in tutto il mondo - ha aggiunto il sindaco -. Un senatore democratico ha cercato di vendere il seggio di Obama. Come si vede non riguarda solo il Pd e l'Italia".

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Il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, dopo gli arresti dell'inchiesta global service intende aprire un confronto con il suo partito e la coalizione. "Mi riservo di parlare con gli altri miei assessori ed i partiti che mi sostengono. Ho avuto nei giorni scorsi ampio sostegno sia dal mio partito che dal resto della coalizione, ma ora siamo di fronte a un fatto nuovo", ha detto Iervolino incontrando i cronisti.

"La discussione va aperta con i partiti politici con il mio partito e la coalizione, poi il sindaco vi comunicherà quello che deciderà", ha proseguito Iervolino. "Per fortuna nessun rilievo di carattere penale viene fatto al sindaco".

"Mi dispiace che la situazione Napoli - ha detto il sindaco in conferenza stampa - si aggiunga alla situazione della Lucania, di Pescara. Il sindaco intende fare quello che probabilmente farebbe ogni persona di buon senso: riflettere e confrontarsi. Non sono contenta ovviamente - ha aggiunto - ma vedo un fantasma finalmente concretizzarsi dopo le voci di questi giorni. Prima non sapevo niente, adesso conosciamo i nomi delle persone inquisite".

Il sindaco ha annunciato che i due assessori, Laudadio e Di Mezza, saranno immediatamente sospesi dall'incarico. Di Mezza, ha fatto sapere, aveva del resto già presentato una sua personale richiesta di sospensione. E anche Gambale sarà sospeso dall'incarico corrente. "Ho pieno rispetto per la magistratura - ha sottolineato ancora il sindaco - ma non va sottovalutato l'impatto politico di questa situazione. Si parla di una giunta che ha avuto un incidente ma il cui sindaco non è nemmeno sfiorato personalmente. Quello che ho sempre detto viene confermato: ho le mani pulite e candide, nessun rilievo di carattere penale è rivolto a me".

A chi le chiede di entrare nello specifico delle accuse rivolte dalla magistratura, risponde: "Vorrei sapere il tutto di cui parla la magistratura a cosa si riferisce. Si parla di delibere non attuate per mancanza di soldi. E il tutto è stato sottoposto al vaglio dell'alto commissariato contro la corruzione che fece un unico rilievo: la delibera era debole solo per la tutela degli incidenti sul lavoro. Vorrei sapere di cosa si parla visto che non c'è nemmeno un bando di gara". Il sindaco ha concluso ribadendo di voler aspettare di parlare con il procuratore della Repubblica Lepore prima di dire qualsiasi altra cosa.

PROCURA: NE' SINDACO NE' CONSIGLIERI INDAGATI. Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, non è toccata dall'inchiesta sulla delibera del Global Service del comune di Napoli. Il fatto che il sindaco non sia indagato lo esplicita il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, Franco Roberti, nel corso di un incontro informale con i giornalisti. Allo stato, poi, non ci sono indagati neppure tra i consiglieri comunali, che entrano, alcuni, nell'indagine come persone informate sui fatti e che saranno ascoltati ancora.



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L'INCHIESTA. Terremoto sulla giunta di Napoli. E' in carcere l'imprenditore Alfredo Romeo, coinvolto nell'indagine sulla delibera 'Global service', approvata dal Comune. Altre 12 persone sono invece agli arresti domiciliari: tra essi due assessori della giunta comunale di Napoli, due ex loro colleghi e un ex provveditore alle opere pubbliche, attualmente al ministero delle Infrastrutture. Tutte le persone raggiunte dalle misure cautelari sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, abuso d'ufficio e corruzione. I magistrati: "La prospettiva ultima è quella del saccheggio sistematico delle risorse pubbliche".


L'hotel dell'imprenditore Alfredo Romeo
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SOTTO SEQUESTRO SOCIETA' E CONTI CORRENTI. Contestualmente all'esecuzione degli ordini di custodia cautelare, le forze dell'ordine hanno posto i sigilli a tutte le società direttamente e indirettamente riconducibili ad Alfredo Romeo, per un valore complessivo di svariate centinaia di milioni di euro. Sotto sequestro anche l'albergo di recente inaugurato in via Colombo a Napoli, contenente importanti opere d'arte contemporanee, e tutti i conti correnti bancari dell'imprenditore e dei suoi familiari.

Tra gli indagati anche gli onorevoli Renzo Lusetti (Pd) e Italo Bocchino (An). La richiesta di utilizzo delle conversazioni telefoniche dei due parlamentari con l'imprenditore Alfredo Romeo equivarrebbe, infatti, a una informazione di garanzia. Nel provvedimento 'Global service' era compreso l'affidamento di appalti relativo a manutenzione delle strade e del patrimonio pubblico, nonché la gestione di mense scolastiche.

"Ho appena avuto notizia di un procedimento nei miei confronti da parte della Procura della Repubblica di Napoli. Nell'affermare la mia assoluta estraneità ad ogni eventuale reato per il quale la Procura di Napoli procede, darò ai magistrati la mia immediata disponibilità ad essere sentito per ogni necessario chiarimento". Così Renzo Lusetti in una nota.

COINVOLTI ANCHE MAGISTRATI. "C'è anche qualche magistrato" coinvolto nell'inchiesta, ma di questo stralcio si occupa "l'ordine giudiziario di Roma" ha spiegato successivamente il procuratore aggiunto di Napoli, Franco Roberti. Dall'inchiesta sugli appalti emerge, secondo l'accusa, un "comitato" composto da politici, funzionari e qualche magistrato che avrebbe aiutato Romeo.

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