Myanmar, amnistia del regime: liberati più di 6mila prigionieri
6300 prigionieri saranno liberati. Ad annunciarlo è stato oggi il governo di Myanmar. E' previsto che l'amnistia comprenda anche detenuti politici e dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. Anzi, già nelle prossime ore dovrebbe essere effettuate le prime scarcerazioni. Almeno secondo la televisione di Stato, che ha diffuso la notizia dell'amnistia.
La commissione nazionale per i diritti dell'uomo, istituita lo scorso mese dal governo del Paese, aveva richiesto poche ore prima, attraverso un quotidiano ufficiale, la liberazione dei "prigionieri di coscienza", per rispondere alle richieste in questo senso arrivate più volte da parte della comunità internazionale. I prigionieri che non rappresentano "una minaccia alla stabilità dello Stato e della pubblica tranquillità" dovrebbero essere rilasciati, ha scritto il presidente della commissione nazionale del Myanmar per i diritti umani, Win Mra, nella lettera aperta. "Per questo motivo la commissione sollecita il presidente a concedere l'amnistia a quei prigionieri, e a farli uscire di prigione".
La comunità internazionale si era più volte spesa, al fianco della leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi, in appelli a favore dell'amnistia. Stati Uniti e Unione europea avevano anche posto il rilascio dei circa 2.100 prigionieri politici quale condizione per togliere le sanzioni imposte alla fine degli anni novanta all'ex Birmania per i suoi abusi nel campo dei diritti umani.


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