Egitto, parte il dopo-Mubarak
Dopo trent'anni ininterrotti al potere è finita l'era Mubarak in Egitto. Il vicepresidente Omar Suleiman ha annunciato ieri sera il presidente si è dimesso e ha passato i poteri al Consiglio Supremo delle Forze Armate. 
- Ancora questa mattina migliaia di manifestanti hanno continuato a celebrare le dimissioni di Hosni Mubarak in piazza Tahrir. Nel frattempo l'esercito ha cominciato a smantellare le barricate erette dai contestatori che per 18 giorni sono rimasti accampati nella piazza-simbolo della rivolta. Alcuni manifestanti hanno aiutato i militari a ripulire la piazza e a rimuovere le transenne metalliche e il filo spinato. Sono state anche portate via le carcasse di auto bruciate nei disordini delle ultime due settimane. Al di la' dei festeggiamenti, molta gente attende ora di capire se i militari manterranno l'impegno di rispettare la volonta' popolare e di guidare la transizione verso elezioni veramente libere. Si attende un comunicato del Consiglio supremo delle forze armate, guidato da un fedelissimo di Mubarak, il 75enne maresciallo di campo Mohammed Hussein Tantawi, che dovrebbe annunciare i piani per la formazione di un governo di transizione.
Tutta la stampa egiziana, quella di regime, quella di opposizione e quella indipendente, ha salutato il successo della rivolta popolare che ha portato alle dimissioni di Hosni Mubarak. "Il popolo ha abbattuto il regime" e "Trionfo della rivoluzione del 25 gennaio" hanno titolato i filo-governativi Al Ahram e Al Gumhuriya, rimasti fino all'ultimo al fianco del Rais. L'Al Ahram, che e' il piu' diffuso giornale del Paese, ha messo in prima pagina la foto di un manifestante che esulta sulle spalle di un altro. "E Mubarak fugge" e' il titolo a tutta pagina di Al Ajbar. "La fine" e "Trionfo della volonta' popolare" sono i titoli del giornale di opposizione Al Wafd, che fa capo al partito omonimo. Per l'indipendente Al Masry Al Youm "La volonta' del popolo ha fatto cadere il regime".
Anche i Fratelli Musulmani, il gruppo islamico che rappresenta la formazione piu' organizzata dell'opposizione, ha "reso onore all'esercito egiziano" che con le dimissioni di Hosni Mubarak guidera' il Paese fino alle elezioni. La Fratellanza, formalmente fuori legge dal 1954, ha "ringraziato l'esercito per aver mantenuto le sue promesse".
Il giorno dopo la caduta di Hosni Mubarak, e' il popolo algerino a scendere in piazza oggi per chiedere le dimissioni del presidente Abdelaziz Bouteflika. Trentamila poliziotti presidiano il centro di Algeri, determinati a far ripettare il divieto di manifestare nella capitale introdotto nel 2001. La manifestazione e' in programma per le 11 e lungo il percorso, nel centro della capitale, gli agenti sono pronti a intervenire con lacrimogeni e cannoni ad acqua. La capitale e' stata isolata, bloccati i trasporti pubblici per impedire ai dimostranti di arrivare nel centro e partecipare alla marcia. Anche ieri, un gruppo di manifestanti era sceso nelle strade per festeggiare le dimissioni del presidente egiziano: la polizia aveva reagito caricando la folla e arrestando dieci persone. La manifestazione e' stata convocata dal Coordinamento nazionale per il cambiamento e la democrazia (Cncd), un gruppo che raccoglie tutti i partiti di opposizione, movimenti della societa' civile e sindacati. Il Cncd chiede la fine del regime di Bouteflika, lamentando un Paese in preda alla disoccupazione e all'impennata dei prezzi dei beni di prima necessita'. Come avvenuto in Tunisia ed Egitto, anche i manifestanti algerini usano i socialnetwork, come Facebook e Twitter, per organizzare la protesta e far conoscere al mondo il loro disagio. Una disperazione che ha portato all'autoimmolazione una decina di algerini, emuli del giovane disoccupato tunisino che innesco' le proteste contro il regime di Ben Ali. (AGI) Rm2/Sar 121043 FEB 11 121017 FEB 11
LA SCHEDA/ EGITTO, DAL GIORNO DELLA COLLERA ALLA FUGA DEL FARAONE - Dalla 'giornata della collera' alla fine dell'era Mubarak. La storia dell'Egitto è stata sconvolta in 18 di protesta indotta dai movimenti violenti in Tunisia, dalla caduta di Ben Ali e dalle rivolte popolari che, come un ciclone, si stanno diffondendo in tutta le regione.
Ecco di seguito i principali eventi che hanno cambiato il volto del Paese:
- 25 GENNAIO: Iniziano le proteste di massa, le prime dal 1977. La giornata della collera al Cairo vede per le strade circa 15mila persone che contestano il presidente Hosni Mubarak, da trent'anni al potere, e ne chiedono le dimissioni. Quattro morti nelle manifestazioni
- 26 GENNAIO: I manifestanti violano il coprifuoco e continuano la protesta. I movimenti pro-democrazia si riuniscono a piazza Tahrir e attaccano a colpi di pietre e molotov la sede del Partito di Mubarak. Sono sei i morti in due giorni e dozzine i feriti.
- 28 GENNAIO: Mubarak esce dal silenzio e annuncia in un intervento televisivo un rimpasto di governo.
- 29 GENNAIO: Mubarak nomina Omar Suleiman vice presidente, e' la prima volta che il presidente sceglie un secondo dal 1981. Nomina primo ministro un altro militare Ahmed Chafik, ex comandante dell'aviazione.
- 30 GENNAIO: La contestazione di organizza, Mihammed Elbaradei, ex direttore generale dell'Aiea, prende le redini dell'opposizione per negoziare una transizione verso un governo di unita' nazionale con il sostegno dei Fratelli musulmani.
- 31 GENNAIO: Suleiman annuncia l'apertura delle consultazioni con i partiti.
- 1 FEBBRAIO: La 'marcia del milione' di persone e' un successo. Migliaia di manifestanti in tutte le principali citta' egiziane. In serata Mubarak fa una seconda apparizione televisiva e annuncia che completera' il suo mandato ma che non si ricandidera' alle elezioni di settembre. In serata il presidente egiziano aveva parlato con Barack Obama che lo aveva sollecitato a una transizione rapida e ordinata. Il bilancio dell'Onu e' di 300 morti, 3000 feriti e centinaia di arresti dall'inizio delle proteste.
- 2 FEBBRAIO: Proseguono gli scontri a piazza Tahrir. Suleiman annuncia che il figlio di Moubarak, Gamal, non si candidera' alle elezioni.
- 4 FEBBRAIO: Centinaia di migliaia di persone partecipano al 'giorno dell'addio' per reclamare le dimissioni immediate di Mubarak.
- 5 FEBBRAIO: Si dimette l'esecutivo del Partito nazionale democratico
- 6 FEBBRAIO: Riaprono le banche dopo una settimana di chiusura. Rinviata l'apertura della borsa del Cairo.
- 10 FEBBRAIO: Mubarak delega tutti i suoi poteri a Suleiman.
- 11 FEBBRAIO: Suleiman annuncia le dimissioni di Mubarak mentre oltre un milione di persone continuano a manifestare nel paese. Viene da piu' fonti confermata la presenza del presidente dimissionario nella sua villa di Sharm el Sheikh.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















