Monti a Tripoli per rilanciare la cooperazione italiana

Venerdì, 20 gennaio 2012 - 18:10:00
monti fiducia 1

Mario Monti sara' domani a Tripoli, primo capo di un governo occidentale ad effettuare una visita di Stato articolata all'insegna della concretezza e della totale disponibilita' dell'Italia a sostenere la nuova Libia. Una modalita' diversa da quella, che molti analisti, definirono un blitz 'photo opportunity' di Nicolas Sarkozy e David Cameron il 14 settembre scorso.

Accompagnato dai ministri degli Esteri, Giulio Terzi e della Difesa, Giampaolo Di Paola, Monti avra' colloqui 'strutturati' con il suo omologo libico, Abdul Al Raheem Al Qeeb, che, sottolineano fonti governative italiane, ha voluto con forza questo incontro. Incontro, che ha anche l'obiettivo di definire e firmare una serie di accordi ma, sottolineano le stesse fonti, in cui "l'Italia va a Tripoli ad offrire (il suo aiuto ) e non a chiedere". Monti non vedra' il presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil, che ha gia' ricevuto a Roma, perche' quest'ultimo sara' a Bengasi dove e' impegnato nella definizione della struttura del futuro Parlamento.

L'obiettivo dell'Italia e' accompagnare la transizione libica nel modo piu' equilibrato possibile. Infatti questa visita e' stata concepita come una manifestazione politica di sostegno al processo di stabilizzazione del Paese. Il tutto, forti delle relazioni storiche e privilegiate con Tripoli, ma con grande prudenza alla luce del rapporto abbastanza complicato tra il Consiglio Nazionale Transitorio e il governo provvisorio, per cui l'Italia intende mantenere equilibrio nei contatti con tutte le componenti che stanno gestendo il processo che portera' alla nascita di una Libia democratica e aperta.

Il cuore dell'incontro sara' la "Tripoli declaration", una dichiarazione politica in cui si ribadisce il sostegno italiano, e in cui da parte italiana si fara' un riferimento esplicito al rispetto diritti umani, chiedendo al governo di riattivare gli uffici dell'agenzia Onu per i rifugiati, Unhcr. Organizzazione, tra le altre, che prima dell'inizio della guerra era costretta ad operare quasi clandestinamente e che allo scoppio delle ostilita' venne chiusa. Il governo italiano chiedera' esplicitamente che venga consentito all'Unhcr, e a tutte le Ong, di operare alla luce del sole.

Ci sara' un riferimento indiretto al "Trattato di amicizia" del 2008, su cui, a Tripoli, ci sono sensibilita' diverse. Vi e' un genuino e diffuso interesse ad un rafforzamento, con un 'reset' in positivo, dei rapporti tra Libia e Italia, ma c'e' chi punta molto sul Trattato e chi vorrebbe lasciarlo sullo sfondo, in secondo piano, considerandolo come uno dei trattati esistenti per il 'reset'. Questo perche' lo si ritiene un lascito del passato regime. Invece c'e' chi ha un atteggiamento piu' pragmatico e non pensa si debba ostracizzarlo sulla base di chi ne sia stato l'autore. In ogni caso l'Italia non ha alcuna intenzione di mettere in discussione il Trattato, che non e' mai stato formalmente 'denunciato'. "Pacta sunt servanda", sottolineano fonti governative chiarendo che i 5 miliardi di dollari messi a disposizione di Tripoli all'interno dell'accordo rimangono: "Tocchera' poi alle autorita' libiche dirci cose ne vogliono fare".

Il vertice Monti-Al Qeeb sara' manche l'occasione per definire il contributo italiano alla stabilizzazione del paese, a partire dalla sicurezza, al controllo delle frontiere, la formazione ed il reintegro dei miliziani, il disarmo e la messa in sicurezza degli ordigni chimici e convenzionali, la collaborazione bilaterale sulla quantificazione gestione dei flussi migratori, la cooperazione sanitaria: dopo i 278 libici ricoverati in ospedali italiani e' previsto un programma assistenziale per altre 1.500 persone. Sul fronte degli accordi sara' firmato un 'Memorandum of Undesrtandingt' fra l'Eni - sara presente l'Ad, Paolo Scaroni - e Noc, la societa petrolifera statale libica, per la ripresa degli investimenti di carattere sociale con la costruzione di strutture sanitarie e di formazione nel campo culturale per un valore di 380 milioni. Fonti diplomatiche sottolineano con soddisfazione come la societa' petrolifera italiana, in Libia dal 1959, abbia gia' quasi recuperato ai livelli pre-bellici l'estrazione di gas e petrolio".

Monti e Al Qeeb sigleranno poi un accordo sul settore della pesca che mettera' fine alle dispute e alle controversie sul presunto sconfinamento dei battelli italiani nelle zone di sfruttamento libico; ci sara' un'intesa di cooperazione in materia doganale.

Sul piano simbolico Monti, oltre a presenziare all'inaugurazione del nuovo consolato italiano a Tripoli, restituira' alla Libia la 'Testa' di Domitilla , una scultura romana trafugata dal museo di Bengasi nel 1969, messa in vendita dalla casa d'aste britannica Christie's, acquistata da un italiano e poi restituita. Verranno anche consegnati 15 fuoristrada, che rientrano nel programma di reinserimento dei miliziani che hanno partecipato alla guerra, nella vita civile. Programma per cui ci sono gia' state 70.000 domande.

Il titolare della Difesa, Di Paola, definira' gli ambiti di un accordo quadro che prevede l'addestramento in Italia di 250-300 persone, oltre l'invio, come gia' anticipato, di 100 soldati italiani nel corso dell'anno per la formazione in loco di personale libico all'uso di mezzi e attrezzature; le forze armate italiane sono pronte ad intervenire nelle pericolose operazione di sminamento, che hanno interessate vaste aree del suolo libico, nella riattivazione dei porti ingombri di relitti a Tripoli, Misurata e Homs, e nel fornire aiuto per il controllo del porto di Bengasi; nella gestione degli spazi aero-marittimi a nord e nella bonifica e nel ritiro degli armamenti portatili (come i missili anti-aereo da spalla Strela di fabbricazione russa).

Dopo questo primo vertice italo-libico, a febbraio seguira' una missione del ministro per lo Sviluppo Economico e delle Infrastrutture, Corrado Passera, che sara' accompagnato da una folta schiera di imprenditori, tra quelli gia' presenti in Libia e tra quanti vorrebbero investire nel Paese. In un'altra missione il ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri, affrontera' il nodo della gestione dei flussi migratori, che resta legato ai controlli delle frontiere. L'Italia e' pronta a riparare intanto 4 delle 6 motovedette regalate per il pattugliamento marittimo, danneggiate nel corso del conflitto.

 



0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer


undefinedundefined
undefinedundefined
Caso Maro'/ Alta Corte Kerala respinge ricorso giurisdizione
Terremoto/ 39 scosse in 2 ore, 5 sopra magnitudo 4
Pensioni/ Fornero, dopo 65 mila esodati discuteremo di altre categorie
Titoli Stato/ Spread Btp-Bund a 450 punti
Terremoto/ Cancellieri nel pomeriggio a Modena
Borsa/ Gira in negativo -0,37% dopo asta Bot. Banche ancora in calo
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso