La montatura di Patrizia

Mercoledì, 22 luglio 2009 - 11:20:00

 
Il commento: Conversazioni private, di Giuseppe Morello
Dunque Berlusconi riceve un'amica di Giampaolo Tarantini in una festa a Palazzo Grazioli
. Non sa che la donna offre prestazioni sessuali a pagamento. Forse ci va a letto (se fosse confermata l'autenticità delle registrazioni) ma non ne conosce l'identità, (dunque la storia, il curriculum, le attese) che apprende in quel momento.
 
Dalle conversazioni rese note dall'Espresso il giorno prima abbiamo peraltro appreso che il premier non ha dato soldi alla D'Addario, deludendola e facendola montare su tutte le furie. Ma sappiamo anche che in realtà non c'era un accordo in base al quale c'era un impegno formale di Berlusconi a un esborso economico a fronte di una prestazione sessuale di tipo professionale. Dice infatti il suo manager Tarantini nell'istruirla alla vigilia dell'incontro,sempre secondo le registrazioni fornite dalla D'Addario:"Mille te li ho già dati...poi se rimani con lui...ti fa il regalo solo lui".

Un regalo,dunque. Eventuale, su cui non c'è certezza. Perchè non c'è accordo. Sarà, se si verifica,un atto di liberalità, unilaterale, un omaggio, un pensiero di Berlusconi alla signora.Che, peraltro neanche si verifica, contrariando fortemente la D'Addario, che da quel momento cova rabbia e risentimento.E alla fine esplode nella denuncia, anche perchè chiede, senza ottenere(come ella stessa lamenta) l'appoggio di Berlusconi per la costruzione di un residence.

Quindi, posto che le registrazioni siano autentiche (e va rammentato che non sono state effettuate dalla polizia giudiziaria su mandato del magistrato e dunque non sono parte del processo ma sono state realizzate per fini personali dalla D'addario e poi consegnate alla magistratura a supporto delle sue accuse), complete, non assemblate o addirittura manomesse (e questo potrà dirlo solo una perizia, ma i magistrati le hanno chiuse in una busta e mai aperte ritenendole irrilevanti ai fini dell'indagine) e posto che si sottraggano al macero, come è stato per altre telefonate ritenute irrilevanti dall'accusa (Caso Unipol-D'Alema, caso Saccà), l'unica ipotesi seria è che Berlusconi abbia quella sera dopo la festa ospitato presso la sua abitazione privata la D'Addario. E che, come sostiene la donna allegando i suoi nastri, ella abbia fatto sesso con il premier. Il resto apparirà verosimile ma non è nè certo nè provato, non essendovi testimoni. E comunque non essendo reato verrà confinato tra le cose private del premier (e della signora).

Cavoli suoi insomma. Di cui non si capisce perchè, pruriginosità e scoop giornalistico a parte, ci  occupiamo tanto. Visto che ognuno è libero di far l'amore con chi crede. Specie se lo fa a casa sua, non lede il diritto di nessuno, non configura un'ipotesi di reato, non offende nè il decoro, nè la decenza di chicchessia. Paradossalmente, chi rivela questi episodi (posto che siano veri) rende pubblico un fatto diversamente riservato e irrilevante. E il fatto che il protagonista sia il premier non può diminuire i suoi diritti  alla vita privata e alla privacy rispetto ad ogni altro cittadino.
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