Un esempio per il mondo femminile
Di Giorgio Napolitano*
Cara professoressa, senatrice Rita Levi-Montalcini, siamo quì - e saluto, i Presidenti Scalfaro e Ciampi, i rappresentanti del Parlamento e del governo, il Presidente della Corte Costituzionale, i Sindaci di Torino e di Roma, una folta rappresentanza delle nostre istituzioni culturali e del mondo della ricerca, i Premi Nobel professori Rubbia e Ciechanoviev, e ancora, colleghi e collaboratori a lei cari - siamo qui per festeggiarla e onorarla: innanzitutto, cara amica, per rivolgerle auguri ammirati e affettuosi. Ammirati anche per il traguardo che lei ha raggiunto e per il modo in cui l'ha raggiunto: perché questo non è stato un puro dono della natura e della Provvidenza, ma il frutto del suo invincibile amore per la vita e della sua disciplina di vita, della sua ininterrotta operosità, della molteplicità e del fervore dei suoi interessi scientifici, culturali, sociali.
Quando nel 2001 il Presidente Ciampi fece la scelta che gli era consentita nominandola senatore a vita, apparve a tutti evidente come per la cittadina Rita Levi-Montalcini risultasse pienamente appropriato il riferimento dell'art. 59 della nostra Costituzione all'avere illustrato la Patria per altissimi meriti non solo nel campo scientifico ma in quello sociale e in altri ancora.
La nostra festeggiata è, in primo luogo, certo, per universale riconoscimento, ben oltre i confini dell'Italia, una grande donna di scienza, e mi rammarico grandemente in questo momento di non potere, per i limiti della mia formazione, per la povertà delle mie conoscenze scientifiche, dire di più su quel che Rita Levi-Montalcini rappresenta nella storia e nell'evoluzione, ancora in pieno svolgimento delle neuroscienze, della neurobiologia, delle ricerche sul cervello. Ma di ciò si è detto puntualmente ancora in questi giorni, nei luoghi giusti e con competenza, come anche qui poc'anzi.



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