MO/ "Entro due anni due popoli e due Stati"
Venerdì, 19 marzo 2010 - 09:00:00
![]() Obama-Netanyahu-Abu Mazen |
| Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, riceverà martedì alla Casa Bianca Benjamin Netanyahu, a Washington per partecipare al meeting annuale della lobby conservatrice dell'American Israel Pubblic Affairs Committee (Aipac). Lo riferisce Fox News, riportando fonti dell'amministrazione americana. Obama ha rinviato il viaggio che avrebbe dovuto fare in Indonesia la prossima settimana per il voto sulla riforma sanitaria |
Stati Uniti, Russia, Onu e Unione Europea ritengono "urgente che il governo israeliano congeli la costruzione di tutti gli insediamenti, inclusi quelli della crescita naturale (concetto tirato fuori dal premier israeliano Benjamin Netanyahu la prima volta che giustifico' l'espansione edilizia a Gerusalemme est, ndr.), smantelli gli avamposti messi in piedi nel marzo 2001 e torni indietro sulle demolizioni e gli sfratti a Gerusalemme Est. Azioni unilaterali prese da ciascuna delle parti pregiudicano l'esito dei negoziati e non saranno riconosciute dalla comunita' internazionale". Quanto a Gaza, prosegue la dichiarazione, nella Striscia la situazione e' "peggiorata", in particolare sul piano "umanitario e dei diritti umani", e cio' richiede una "soluzione urgente".
Il timing del Quartetto sulla nascita dello Stato palestinese riprende la posizione europea, timorosa del fatto che man mano che gli anni passano restera' ben poca terra da offrire in cambio di pace. Il Quartetto "ritiene che i negoziati debbano portare entro ventiquattro mesi a una soluzione" che "metta fine all'occupazione cominciata nel 1967 e dia vita a uno Stato palestinese indipendente e democratico a fianco di Israele". A Ramallah la posizione del Quartetto e' stata salutata positivamente, ma si sottolinea la necessita' di un "meccanismo di monitoraggio perche' ci si assicuri che Israele fermi gli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme".
Da parte israeliana è arrivato solo il commento di Lieberman che smentisce il disgelo avviato a fatica tra Tel Aviv e Washington e proseguito nella tarda serata di giovedì con una telefonata tra Hillary Clinton e Benjamin Netanyahu, in cui il premier israeliano avrebbe dato risposte "utili e produttive" alle preoccupazioni dell'alleato. Nel silenzio odierno del premier israeliano risaltano le affermazioni del "falco" nazionalista: "La pace", ha sottolineato Lieberman, "non puo' essere imposta artificiosamente e con un calendario irrealistico. Questo genere di dichiarazioni incrina le possibilita' di raggiungere un accordo". A complicare le cose arrivano anche le notizie dal confine. Un nuovo razzo è stato sparato da Gaza e ha raggiunto un'area desertica di Isreale.



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