MO/ Hamas minaccia la ripresa degli attacchi suicidi in Israele
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Segnali contraddittori da Hamas. Il movimento islamico ha annunciato un cessate il fuoco di 24 ore nella Striscia di Gaza, ma ha anche minacciato di riprendere gli attacchi suicidi nel territorio di Israele, qualora lanciasse un'offensiva militare. Un tentativo di dissuadere lo Stato ebraico da un intervento su larga scala dopo che la fine della tregua, venerdì scorso, è stata segnata da un'intensificazione del lancio di razzi Qassam.
Il cessate il fuoco è stato proclamato da Hamas su pressione dell'Egitto, la cui mediazione era stata determinante per la precedente tregua di sei mesi. Al cessate il fuoco, che secondo il movimento islamico è in vigore già da domenica sera, hanno aderito anche altre fazioni armate, in cambio della fornitura di aiuti umanitari da parte dell'Egitto. Un portavoce di Hamas non ha escluso la possibilità di accettare di nuovo una più duratura sospensione delle ostilità: qualora fosse avanzata "un'offerta del genere che ottemperasse alle nostre richieste", ha spiegato, il movimento di resistenza islamico "sarebbe disposto a esaminarla".
Domenica i due principali candidati all'incarico di primo ministro d'Israele nelle elezioni anticipate del 10 febbraio, la centrista Tzipi Livni e il conservatore Benjamin Netanyahu, avevano avvertito che, in caso di vittoria, ricorrerebbero a ogni mezzo per battere Hamas e porre cosi' fine al suo "regime" a Gaza. "Come popolo sotto occupazione, è nostro diritto difenderci dall'invasione con tutti i mezzi possibili, compresi gli attentati suicidi", ha dichiarato un portavoce del movimento di resistenza islamica. Il governo israeliano ha avvertito che un'offensiva nella Striscia di Gaza e' in via di pianificazione per stroncare una volta per tutte gli attacchi con razzi e mortai, ma ancora non e' stata presa alcuna decisione.



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