Mirko Mejetta ad Affari: "Le vicende giudiziarie, un brutto colpo per Sesto"
Di Tommaso Cinquemani
![]() La acciaierie Falck di Sesto San Giovanni |
Sembra che alcune tessere del Pd siano state strappate durante l'incontro di lunedì a Sesto San Giovanni, è vero?
"Smentisco ogni notizia in questo senso. L'assemblea cittadina del Pd di Sesto si è riunita a porte aperte. Erano presenti duecento cittadini e iscritti, telecamere e cronisti. Non abbiamo notizia di un solo nostro sostenitore che abbia stracciato la tessera del partito o annunciato di voler uscire dal Pd. I nostri iscritti sono 450 e sabato prossimo saremo di nuovo per le strade di Sesto con gazebo e volantini ascoltando, discutendo e rispondendo ai nostri concittadini".
Come state vivendo a Sesto, luogo simbolo della sinistra, la Stalingrado d'Italia, le recenti vicende giudiziarie?
"La viviamo come un colpo al nostro orgoglio, ma senza minimizzarla. Sono indagini complicate e viviamo questa storia con consapevolezza. L'assemblea di lunedì è stato un gesto per aprire il dibattito, farci vedere e metterci la faccia. Naturalmente abbiamo fiducia nella magistratura e sappiamo che chi è indagato saprà dimostrare la sua innocenza. Il nostro problema è quello di raccontare un partito e una città che sono diversi da quello che stanno rappresentando i media".
Quali sentimenti percorrono la base?
"Abbiamo subito un colpo molto forte. La prima reazione è stata quella di metterci la faccia su quello che è la città e quello che è stata. Sesto San Giovanni non è solo mitologia, è una realtà molto concreta".
Ormai sembra sempre più evidente l'apertura di una questione morale all'interno del Pd. Che cosa ne pensa? 
Filippo Penati
"Secondo me c'è un problema del Paese. Questa è una nazione invecchiata, bloccata, che sta vivendo una transizione lunghissima. C'è un arretramento della politica che apre spazi poco chiari di cui alcuni si possono approfittare. Adesso si parla tanto delle aree Falck. Sono diventate il fulcro di un caso di portata nazionale, però le Falck c'erano prima di questi giorni ed erano una questione di rilevanza nazionale. Le aree dismesse più grandi d'Europa. Con livelli d'investimento elevati, proprio a livello di sistema-paese. Ebbene la politica deve essere in grado di stabilire regole certe, promuovendo merito e competenza, per rendere possibile un 'governo delle cose' innovativo. Questa è la questione".
E il Pd in questa prospettiva che cosa dovrebbe fare?
"Il Pd deve interpretare con forza, come è successo a Milano con la vittoria di Pisapia, quello che ci stanno dicendo il Paese, i cittadini. Dobbiamo fare un grosso sforzo di progettualità e di riformismo vero. Non c'è nessuno di più radicale che un riformista autentico".
Secondo lei Penati doveva agire in maniera differente rispetto a quello che ha fatto?
"Penati ha fatto più di quello che il nostro codice etico prevede. Dopo l'avviso di garanzia ha fatto due passi indietro, prima da vicepresidente del Consiglio regionale, poi da tutte le cariche dirigenziali del partito. E' stato un atto per cui gli siamo molto grati proprio perché ha anticipato il suo dovere. E ha dato la possibilità al Pd di muoversi liberamente".



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