Processo Mills, la Cassazione: reato prescritto
![]() David Mills |
"Il reato di corruzione in atti giudiziari a carico dell'avvocato Mills è prescritto". La decisione della Corte di Cassazione arriva dopo circa quattro ore di camera di consiglio e dopo che lo stesso procuratore generale aveva chiesto appunto la prescrizione. Il reato, in sostanza è stato consumato (tanto che la stessa corte ha condannato Mills a risarcire alla presidenza del Consiglio 250mila euro per il danno di immagine) ma la condanna non può essere comminata. L'avvocato inglese era stato condannato a 4 anni dal tribunale di Milano in un processo in cui è stata stralciata la poisizione di Silvio Berlusconi che, secondo l'accusa avrebbe corrotto il legale inglese per fargli dire il falso.
"Le Sezioni Unite della Cassazione hanno annullato senza rinvio per estinzione del reato la condanna a 4 anni e sei mesi di reclusione per l'avvocato David Mills, accusato di corruzione in atti giudiziari, fatte salve le stauizioni civili a favore della Presidenza del Consiglio, così come stabilito dalla Corte di Appello di Milano il 27 ottobre 2009". Questo il dispositivo della sentenza letto in aula dal presidente Torquato Gemelli. In pratica vengono accolte le richieste del Pg Gianfranco Ciani, "non vi sono i presupposti per il proscioglimento nel merito di David Mills", aveva detto nella sua arringa. In pratica, si confermerebbe, secondo il pg, la responsabilità dell'avvocato inglese nel reato di corruzione in atti giudiziari che sarebbe, però, prescritto.
L'estinzione del reato ci sarebbe perché l'atto di corruzione va fatto risalire non al febbraio 2000 ma al novembre 1999. Da allora andrebbe conteggiato il periodo di dieci anni, dopo il quale il reato va in prescrizione. Il termine, perciò, sarebbe già scaduto. "Non sembra essere in dubbio - ha spiegato il procuratore - che il reato corruttivo è avvenuto con la comunicazione da parte di emissari di Bernasconi nei confronti di Mills della disponibilità della somma". Quella comunicazione, ha precisato Ciani, avvenne l'11 novembre 1999. La sentenza di appello, invece, aveva individuato come momento dell'atto corruttivo il febbraio 2000, quando circa 600mila euro in titoli furono effettivamente versati sul conto di Mills per il tramite del finanziere Bernasconi.
Dal processo è stata stralciata, per effetto del Lodo Alfano, la posizione del premier: il procedimento nei suoi confronti è ripreso dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge che prevedeva uno 'scudo' dai processi penali per le quattro più alte cariche dello Stato, e la prossima udienza è prevista per sabato prossimo. La sentenza odierna della Cassazione non potrà che avere conseguenze sul processo che riprenderà tra due giorni a Milano a carico di Berlusconi.
PER BERLUSCONI NON E' MATURATA LA PRESCRIZIONE
Se i giudici della Suprema Corte hanno dichiarato prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari contestato a David Mills, al momento resta ancora in piedi il processo, per lo stesso delitto, che vede imputato il premier Silvio Berlusconi. La prescrizione per il presidente del Consiglio, infatti, maturera' soltanto tra 11 mesi. La posizione di Berlusconi era stata infatti stralciata rispetto al procedimento principale, conclusosi con la sentenza di giovedì sera, per effetto del Lodo Alfano, poi dichiarato incostituzionale dalla Consulta nello scorso ottobre. Il processo a carico del premier e' poi ripreso dopo il verdetto della corte costituzionale e la prossima udienza e' fissata per sabato prossimo, 27 febbraio, davanti alla X Sezione penale del tribunale di Milano. Il fatto che i giudici della cassazione abbiano stasera ritenuto configurabile il delitto di corruzione in atti giudiziari susseguente, fa si' che per Berlusconi la prescrizione non sia ancora maturata, proprio perche' i termini di questa erano stati sospesi durante l'interruzione del processo per effetto del Lodo. Certo, appare difficile che il processo al premier possa svolgersi in tutte e tre i gradi di giudizio senza cadere in prescrizione, proprio perche' questa maturera' fra poco meno di un anno.
LE REAZIONI/ LEGALE BERLUSCONI: DATO TORTO ALLA TESI DELLA PROCURA - "Non è stata data ragione alla tesi della procura". Questo il primo commento a caldo di Piero Longo, avvocato di Silvio Berlusconi nel processo che lo vede imputato per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills, per il quale la Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a 4 anni e 6 mesi di carcere per prescrizione. Tuttavia, per capire quali potranno essere gli effetti sul procedimento in corso a carico del presidente del Consiglio "bisognerà vedere il meccanismo per il quale è stata stabilita la prescrizione". "E' prematuro fare commenti su una sentenza della Cassazione di cui non conosco il dispositivo. In ogni caso, quello che ha deciso la Suprema Corte riguarda solo Mills e non anche Berlusconi. Succede spesso che ci siano sentenze difformi dalle Sezioni Unite della Cassazione". Così uno dei legali del premier, Piero Longo, sulle conseguenze che la decisione della Suprema Corte potrà avere sul processo milanese in cui è imputato Silvio Berlusconi.
VERDINI: FINE PERSECUZIONE PROTERVA A DANNO CONTRIBUENTE - "Anche i muri sapevano cio' che oggi ha sancito la Corte di Cassazione. Solo la protervia dei giudici milanesi, che colpendo Mills intendevano colpire Berlusconi, ha fatto si' che il processo contro l'avvocato inglese venisse trascinato per mesi attraverso continui strattonamenti al codice". E' Denis Verdini ad affermarlo in una nota. "E' questo - prosegue il coordinatore Pdl - il prezzo che si deve pagare, anche a danno del contribuente, per l'incredibile persecuzione giudiziaria di cui e' fatto oggetto il presidente del Consiglio. Per fortuna esiste una maggioranza silenziosa e autorevole della magistratura non militante - conclude - che applica il diritto e non lo altera solo per sovvertire la volonta' degli italiani".
VITALI: C'E' UN GIUDICE A BERLINO... - "La sentenza delle sessioni unite della Corte di Cassazione dimostra che c'e' un giudice a Berlino", dice Luigi Vitali, responsabile Pdl della consulta Giustizia, a commento dell'esito della vicenda Mills. "L'accanimento giudiziario di certa magistratura meneghina - prosegue - si infrange miseramente sugli scogli dei principi del diritto. Questo dimostra che la magistratura italiana, nella sua stragrande maggioranza, e' fedele ed ossequiosa ai principi costituzionali e al prestigioso e insostituibile ministero che va svolto con terzieta' ed imparzialita'. Credo - conclude il deputato Pdl - che la sentenza di questa sera tolga uno degli argomenti piu' importanti all'opposizione che ha fatto delle vicende giudiziarie del premier l'unico argomento di contrapposizione".
DONADI (IDV): RESTA CONDANNA MORALE PER PREMIER - "La prescrizione non cancella il reato e questa sentenza resta una condanna morale per il premier. La corruzione c'e' stata e in un altro paese civile il premier si sarebbe gia' dimesso". Lo afferma il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi, che aggiunge in una nota: "Dopo quindici anni di processi e di guerra alla magistratura, quale credibilita' ha Berlusconi quando parla di lotta alla corruzione? Quanto ha influito il suo comportamento sulla crisi morale che ha investito la politica italiana? Berlusconi ha pesanti responsabilita' politiche e una prescrizione non basta a cancellarle".
SCHEDA/ LA CASSAZIONE CHIUDE UNA VICENDA DURATA OLTRE 13 ANNI
Si chiude dopo oltre 13 anni la vicenda giudiziaria di David Mills, l'avvocato inglese considerato dai magistrati milanesi il creatore delle società off shore di Fininvest. Tutto inizia con l'interrogatorio del legale, da parte dei Pm Francesco Greco e Margherita Taddei, il 3 dicembre del 1996: lo scopo e' quello di accertare origine e contenuto di decine di faldoni sequestrati ad aprile nel suo ufficio di Londra nell'ambito dell'inchiesta sui presunti falsi in bilancio del 'biscione'. 20 novembre 1997: Mills testimonia al processo per le tangenti alla Guardia di Finanza in cui e' imputato Silvio Berlusconi. 2 febbraio 2004: il legale scrive al suo commercialista Bob Drennan preoccupato perche' il fisco inglese gli chiede conto di 600mila dollari non denunciati nel 2007 come parcella professionale. Nella missiva spiega che "le persone di Mister B. conoscono come stanno le cose: sanno che con le mie deposizioni in tribunale, l'ho tenuto fuori da un mare di guai". I processi a cui si riferisce, precisa, sono quelli su All Iberian e sulle tangenti alla GdF. 18 luglio 2004: Mills viene interrogato e ai Pm che gli mostrano la lettera a Drennan conferma l'origine di quei soldi provenienti dall'entourage di Berlusconi. "Pur non avendo mai detto il falso - precisa - ho tentato di proteggere Berlusconi". 7 novembre 2004: si presenta spontaneamente in procura e, in un memoriale consegnato ai Pm ritratta la confessione e racconta che i 600mila dollari non erano un "regalo" di Berlusconi ma una somma custodita per conto di un suo cliente, l'armatore Diego Attanasio. I Pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo non gli credono. 30 novembre 2005: Silvio Berlusconi riceve un invito a comparire nel quale la Procura di Milano gli contesta i reati di corruzione in atti giudiziari e concorso in falsa testimonianza per aver fatto versare dal manager Fininvest Carlo Bernasconi "non meno di 600mila dollari" sui conti svizzeri di Mills affinche' "dichiarasse il falso, negasse il vero o tacesse fatti a sua conoscenza".
16 febbraio 2006: la procura chiude l'indagine per Mills e Berlusconi con le ipotesi di reato di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. Mills e' accusato di "aver detto il falso in ordine al ruolo di Berlsuconi nella struttura della societa' off shore creata dallo stesso Mills". 31 ottobre 2006: Mills e Berlusconi vengono rinviati a giudizio dal Gup Fabio Paparella. 13 marzo 2007: comincia il processo davanti alla X sezione penale del Tribunale di Milano. 14 dicembre 2007: il Pm modifica l'accusa sostenendo che il reato e' stato commesso il 29 febbraio 2004 e non il 2 febbraio di quello stesso anno, allungando cosi' i tempi di prescrizione che sarebbero scaduti nel febbraio 2008. 17 giugno 2008: la difesa Berlusconi ricusa il presidente del collegio Nicoletta Gandus per "grave inimicizia" nei confronti del premier. 17 luglio 2008: i giudici della Corta d'Appello respingono l'istanza di ricusazione. I legali ricorrono in Cassazione. Intanto entra in vigore il lodo Alfano che prevede la sospensione dei processi penali per le piu' alte cariche dello Stato. 28 settembre 2008: Il Pm fabio De pasquale definisce in aula il Lodo "legge criminogena" e solleva eccezione di costituzionalita'. 4 ottobre 2008: i giudici inviano gli atti alla Consulta. La posizione di Berlusconi viene stralciata in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale. 16 dicembre 2008: anche la Cassazione respinge la richiesta di ricusazione del giudice Gandus. 17 dicembre 2008: il Pm chiede la condanna a 4 anni e 8 mesi per Mills che avrebbe detto il falso per "bramosia di denaro".
17 febbraio 2009: Mills viene condannato a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari e viene interdetto per 5 anni dall'esercizio dei pubblici uffici. Condannato anche al risarcimento di 250mila euro alla presidenza del consiglio dei ministri costituitasi parte civile. 9 ottobre 2009: inizia il processo d'appello con il Pg Laura Bertole' Viale che chiede la conferma della condanna a 4 anni e 6 mesi. 27 ottobre 2009: dopo 4 ore di camera di consiglio i giudici della seconda sezione della Corte d'Appello confermano la condanna a 4 anni e mezzo per Mills colpevole di aver mentito in cambio di 600mila dollari. Confermato anche il risarcimento di 250mila euro a favore della Presidenza del Consiglio. 19 maggio 2009: "Mills - scrivono i giudici - ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e alla Fininvest l'impunita' dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite..., dall'altro lato ha perseguito il proprio vantaggio economico". 11 novembre 2009: nelle motivazioni alla sentenza il colegio, presieduto da Filippo Lapertosa sostiene che la corruzione di Mills sarebbe avvenuta dopo che il legale avrebbe taciuto nei due processi in cui il premier era imputato negli anni 1997 e 1998: La corruzione, sostengono "e' immediatamente successiva al momento in cui si e' celebrata la fase di appello del processo in cui Mills e' stato sentito come teste e proprio successivamente a tale celebrazione, quando la Corte ha deciso di non rinnovare il dibattimento, si ha la certezza che lo stesso non dovrà più essere sentito come teste e quindi la vicenda si può considerare conclusa. Non e' peregrina l'idea di ritenere che proprio in coincidenza di tale momento storico, a conclusione del compito assolto da Mills, vi sia stato il benestare per lo svincolo della somma di 600mila dollari".



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