Mills, le motivazioni della Corte: "Fu reticente, favorì Berlusconi"
| Il testo integrale della sentenza |
Le sezioni unite penali della suprema Corte - nella sentenza 15208 - spiegano che Mills, con le sue deposizioni ai processi Arces e All Iberian, ha favorito Berlusconi, tacendo la riconducibilità a lui delle società del cosiddetto comparto B del gruppo Fininvest. Questo perché "si era reso necessario distanziare la persona di Silvio Berlusconi da tali società, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero e la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi".
Ancora, per la Cassazione la sentenza con cui la Corte d'Appello di Milano, lo scorso 27 ottobre, aveva confermato la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione, accusato di corruzione in atti giudiziari per aver ricevuto 600 mila dollari in cambio di testimonianze reticenti, ha una "struttura razionale" sorretta da un "apparato argomentativo logico e coerente, esteso a tutti gli elementi offerti dal processo". Invece i legali di Mills si sono limitati a "sollecitare la rilettura del quadro probatorio" senza dimostrare le "asserite carenze argomentative" e suggerendo una "diversa ricostruzione del fatto, non "proponibile" in sede di giudizio di legittimità.



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