Mills/ In Cassazione la sentenza per l'avvocato inglese
Giovedì, 25 febbraio 2010 - 08:10:00
![]() L'avvocato Mills |
La Suprema Corte, dopo aver ascoltato nell'udienza pubblica in Aula Magna di 'Palazzaccio' le tesi della Procura generale, dei difensori di Mills e dell'Avvocatura dello Stato (in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, costituitasi parte civile nel processo) dovra' dunque pronunciarsi sul quesito sollevato dagli avvocati di Mills: "se il delitto di corruzione in atti giudiziari sia configurabile nella forma della corruzione susseguente", contestata al legale inglese, accusato di aver ricevuto 600mila dollari dopo aver rilasciato dichiarazioni false o reticenti nell'interesse di Berlusconi nei processi All Iberian e in quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Se la risposta della Suprema Corte fosse negativa, escludendo dunque l'esistenza della corruzione in atti giudiziari 'susseguente', il reato sarebbe riqualificato come corruzione semplice e dunque gia' coperto dalla prescrizione. Secondo i giudici milanesi, che pronunciarono la sentenza d'appello del 27 ottobre scorso impugnata in Cassazione, il reato contestato a Mills sarebbe stato consumato nel febbraio del 2000: sulla base di questa tesi, tutto cadrebbe in prescrizione nel prossimo aprile. Anche su questo punto, i difensori di Mills dibatteranno in Cassazione, rilevando, in via subordinata, che l'eventuale consumazione del reato sarebbe invece avvenuta nel novembre del '99. In questo caso, la prescrizione sarebbe quindi gia' intervenuta.
Se gli 'ermellini' di Piazza Cavour decidessero invece di confermare in toto la sentenza d'appello, la condanna di Mills diventerebbe definitiva. L'avvocato dello Stato Massimo Giannuzzi chiedera' la conferma della sentenza d'appello: "e' una sentenza ben motivata, fa riferimento ad una precedente della Cassazione", spiega il legale che, in via subordinata, chiedera' comunque la conferma delle statuizioni civili - un risarcimento pari a 250mila euro - disposte dal tribunale e ribadite dai giudici di secondo grado, per il danno "alla collettivita' - sottolinea Giannuzzi - perche' si tratta di reati che mettono in dubbio la credibilita' del sistema giustizia". Questo risarcimento rimarrebbe in piedi anche se la Suprema Corte dovesse pronunciare l'intervenuta prescrizione del reato. A rappresentare la pubblica accusa nell'udienza di domani sara' l'avvocato generale della Cassazione Gianfranco Ciani, mentre relatore della causa sara' il consigliere Aldo Fiale. La sentenza dovrebbe arrivare nel pomeriggio: a ruolo, infatti, sono iscritte solo altre due cause, di cui una da trattare a porte chiuse.



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