Mills, Il Cav pronto a ricusare i giudici

"C'è una scadenza, ognuno avrà fatto i suoi calcoli, li abbiamo fatti anche noi" aveva detto in una delle scorse udienze Francesca Vitale, il presidente del collegio della decima penale che stamattina è stata ricusata insieme alle sue colleghe Antonella Lai e Caterina Interlandi nel processo in cui Silvio Berlusconi risponde di corruzione in atti giudiziari, caso Mills. Ognuno ha fatto i suoi conti e sono conti diversi. Se il collegio sembra aver ancorato la scadenza per prescrizione al 14 febbraio e i legali dell'ex premier puntano su una "forchetta" che va dal 31 gennaio a metà del prossimo mese, per la procura di Milano ci sarebbe ancora più tempo, fino al 12 aprile. Al punto che ragionano in procura con una corsia preferenziale ci sarebbe addirittura spazio per celebrare un processo d'Appello.
Insomma è un rebus giuridico che da oggi si è arricchito della dichiarazione di ricusazione firmata dal cavaliere di Arcore. L'istanza scritta questa mattina dagli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo è di una decina di pagine. I legali se ne sono occupati dopo aver lasciato "indignati" l'aula del processo Ruby dove avevano chiesto di far slittare le udienze del 30 gennaio (programmate dichiarazioni spontanee di Berlusconi al gup del caso Unipol Bnl) e del 10 febbraio, perchè al processo Mills il giorno 9 parlerà il pm per la requisitoria e l'11 la difesa dovrà pronunciare le arringhe prima della sentenza. Il presidente del processo Ruby Giulia Turri replicava affermando che la questione sarebbe stata affrontata dopo aver sentito i testimoni di giornata. "E' intollerabile essere trattati in questo modo, non si trattano così gli avvocati" diceva Ghedini, E Longo aggiungeva: "Questi avvocati, gli avvocati di Berlusconi".
Nel pomeriggio i giudici mantenevano ferme le date del 30 gennaio e del 10 febbraio dopo che l'udienza era stata caratterizzata da scontri e diverbi tra il presidente Turri e l'avvocato Giorgio Perroni, sostituto processuale di Ghedini e Longo. La dichiarazione di ricusazione per il collegio Mills fa riferimento al fatto che i giudici avrebbero in pratica anticipato il giudizio manifestando la volontà di arrivare attraverso una serie di forzature, come la revoca di testimoni già citati, alla sentenza prima della data di scadenza. La corte d'appello, quinta sezione, deciderà entro 4 o 5 giorni. Prima dovrà incassare il parere della procura generale che con ogni probabilità dichiarerà inammissibile la ricusazione.


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