Caso Mills/ I giudici di Milano: legale inglese corrotto da Berlusconi
David Mills è stato corrotto da Silvio Berlusconi per le testimonianze rese dal legale inglese, a Milano, nell'ambito di due processi che vedevano tra gli imputati il premier. Lo scrivono i giudici della seconda corte d'appello di Milano nelle motivazioni della sentenza con la quale, 15 giorni fa, hanno confermato la condanna di Mills a quattro anni e mezzo. A supporto dell'accusa, secondo i giudici, vi sono alcuni elementi certi: «Un compenso di 600mila dollari e la promessa di tale compenso nell'autunno 1999. Elementi che si collocano temporalmente in epoca successiva rispetto alle deposizioni testimoniali di Mills». Per la Corte d'Appello di Milano il momento in cui si consuma il reato è il 29 febbraio 2000 «data in cui Mills si fa intestare le quote del Torrey Global Fund.
Di contro non vi è alcun dato che indichi che l'accordo sia intervenuto in epoca precedente alle dichiarazioni rese da Mills come teste». Per i giudici non ha alcun valore il fatto che le testimonianze di Mills non hanno prodotto alcun vantaggio per Silvio Berlusconi nei processi in cui il premier era imputato: «È necessario che la condotta sia stata semplicemente finalizzata a produrre un vantaggio indipendentemente dal fatto che questo si sia prodotto. Il fatto che Berlusconi non sia stato assolto non ha rilievo. Mills stesso ha ammesso apertis verbis di avere comunque evitato a Berlusconi un mare di guai con la sua deposizione».



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