Da Milano armi verso l'Iran, 9 arresti
La Guardia di Finanza di Milano ha sgominato un traffico illecito di armi verso l'Iran nell'ambito dell'operazione denominata Sniper. Sono stati eseguiti nove arresti. Tra gli arrestati c'è anche un giornalista iraniano, accreditato presso la sede della stampa estera a Roma, Hamid Nejad Masoumi. Nell'elenco dei destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare risulta anche Raffaele Rossi Patriarca che, in alcune intercettazioni telefoniche, afferma di essersi recato in Iran per incontrare alti ufficiali dell'esercito di quel Paese.
![]() L'arsenale LE IMMAGINI |
Uno dei promotori della presunta associazione a delinquere è Alessandro Bon, residente a Monza, definito dagli investigatori un "profondo esperto in armi", che avrebbe esportato in Gran Bretagna e Romania armamenti destinati all'Iran, dopo un passaggio ulteriore a Dubai. Un'altro degli arrestati, Arnaldo La Scala, vive in Svizzera, Paese con il quale la procura di Milano ha tenuto uno stretto contatto nel corso delle indagini tramite la magistratura di Berna.
Un'altro 'ramo' dell'inchiesta è in Inghilterra, dove nei mesi scorsi l'autorità giudiziaria britannica ha arrestato a Londra un inglese, le cui rivelazioni sono state molto utili per dare impulso all'attivita' della procura milanese. Le armi sono state trovate proprio in Inghilterra, in Svizzera e in Romania. E' stata la segnalazione delle autorità romene di un sequestro di puntatori, circa 200, a far scattare l'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Armando Pataro. A produrre questi puntatori era una societa' italiana in merito alla quale i romeni hanno chiesto delucidazioni all'Italia.
L'operazione Sniper (cecchino) avrebbe consentito anche di bloccare i preparativi relativi all'esportazione in Iran di un ingente quantitativo di proiettili traccianti, di esplosivi provenienti dall'Est Europa, e una miscela di materiale energetico altamente infiammabile e ad alto contenuto di energia termo chimica usata nel settore militare come munizionamento, innesco esplosivo o per bombe incendiarie. Le indagini, iniziate nel giugno del 2009 e svolte in collaborazione con investigatori inglesi svizzeri e romeni, hanno bloccato l'esportazione in Iran di forniture di apparecchi ostici di precisione, un migliaio, di produzione tedesca e di 120 giubotti autorespiratori da immersione, destinati ad armamenti militari.
LA MORSA DELLA DITTATURA, VENTENNE CONDANNATO A MORTE. Una corte d'appello iraniana ha confermato la condanna a morte per Mohammad Amin Valian, studente ventenne che il 27 dicembre scorso partecipo' alle manifestazioni contro la dittatura di Mahmoud Ahmadinejad. La conferma della condanna, emessa nel febbraio scorso al termine dei processi farsa che stanno segnando la decimazione dell'opposizione, e' stata data dai siti riformisti. Valian, sostenitore dell'ex candidato presidenziale Mir Hossein Moussavi, e' stato ritenuto colpevole di Moharebeh, ovvero di aver fatto guerra a Dio. In realta', sempre secondo l'accusa, aveva lanciato pietre contro le forze di sicurezza nel corso degli scontri dell'Ashura. Valian e' uno studente dell'universita' di Damghan, nel nord dell'Iran.


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