Migliore (Sel) ad Affari: "Alleanza con l'Udc? Non avremo pregiudizi"
![]() Gennaro Migliore |
L'intervista
Come intendete "riaprire la partita" a sinistra?
"Vogliamo riaprire tante partite. Chi pensava che fossimo destinati a un lento declino e all'egemonia della destra si sta ricredendo. Riaprire la partita socialmente significa scendere in piazza come hanno fatto i precari e i lavoratori il 16 ottobre. Solo due anni fa si pensava che l'uscita della sinista dal Parlamento e la maggioranza amplissima per la destra fosse destinata a durare e invece non è così. Riparire la partita significa ricostruire una sinistra che non c'è. Visto che molte delle domande che si fanno gli elettori non trovano una rappresentanza. Significa anche fare le primarie, non dare per scontato che esista un'organizzazione, un programma del Centrosinistra già dato. Ma avere la consapevolezza che noi dobbiamo riscrivere delle pagine importanti che oggi non trovano la partecipazione di tutte le persone per quanto riguarda la nuova sinistra".
Con chi vi alleerete?
"La prima alleanza bisogna farla con le persone. Chi vincerà le primarie sarà da noi sostenuto lealmente. Chi prevarrà avrà il compito di costruire la coalizione composta da noi e dal Pd. Poi questa coalizione, senza nessun pregiudizio, deve confrontarsi anche con le forze che alle primarie non vogliono partecipare".
Ovvero l'Udc?
"Non avremo pregiudizio. La decisione non spetta solo ai partiti ma anche alle persone che decideranno oltre al candidato anche l'orientamento politico. Con le primarie non ci sono solo dei candidati ma programmi politici e orientamenti diversi su come ricostruire il Centrosinsitra".
Entrando nel merito dei contenuti. Quali sono le vostre proposte?
"Innanziutto rimettere al centro la questione del lavoro. E' centrale per qualsiasi progetto progressista di governo. E il primo punto del nostro programma è sconfiggere la precarietà, avere delle norme che consentano ai lavoratori di non essere una merce ma di essere individui. L'obiettivo è impedire nuove Pomigliano, Melfi, dove l'idea che il mercato comandi su tutto mette fuori dalla dinamica democratica i lavoratori che sono costretti ai ricatti. Poi ci sono i punti irrinunciabili che riguardano la vocazione ecologica".
Ovvero?
"Non è un capitolo del programma, è il modo attraverso il quale si impegnano le risorse pubbliche, il profili di ricostruzione del Paese. No al ponte sullo Stretto di Messina, utilizzare queste risorse per la bonifica del territorio e per le infrastrutture come quelle per il mantenimento di un assetto più organico del territorio. Sì agli investimenti per il trasporto pubblico locale, esattamente il contrario di quello che sta facendo il governo. Tra i tanti tagli c'è il taglio radicale del trasporto pubblico dei pendolari".
E poi?
"Investire sulla green economy. Quindi chiedere a Marchionne non solo il conto dei tanti investimenti pubblici ma anche di investire sul motore verde su una riconversione ecologica. Investire sulle energie alternative come abbiamo fatto in Puglia. Che è passata da zero a essere un esportatore di energia. Per fare questo ci vogliono le risorse. Che si devono ottenere attraverso un'operazione reale di contrasto alla rendita e all' evasione fiscale. Così si fa una politica fiscale giusta facendo delle scelte che privilegino i lavoratori, abbassando le tasse, e si privilegino invece le tasse di chi non le ha pagato ovvero gli evasori e di chi è protetto ovvero quelli che hanno le rendite finanziarie".
Quali proposte per il Mezzogiorno? Che cosa pensa del federalismo?
"Questo federalismo è un imbroglio preceduto da una rapina. Negli ultimi anni sono state distribuite risorse enormi dal Sud verso il Nord. Sono stati utilizzati i fondi pubblici ed europei che servivano per il sud per pagare le multe delle quote latte protette dalla Lega, oppure per realizzare delle infrastrutture al Nord. Non penso che la contraddizione Nord-Sud debba essere un tema della politica italiana. Dovremmo ricostruire l'unità nazionale. La Germania dell'Est, povera e arretrata, ha raggiunto la Germania Ovest venti anno dopo la riunificazione. Noi in 150 anni invece abbiamo aumentato il divario. Risolvere il problema del Sud è risolvere il problema della nazione non una connessione a qualche potentato locale. In questo momento chi si sta comportando da potentato locale è la Lega".



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