Miccichè ad Affari: "Il partito del Sud si fa, e Silvio ci appoggia"

Sabato, 11 luglio 2009 - 15:49:00


Crespi ad Affari: ora la Lega del Sud. Lombardo leader? Meglio la Carfagna
di Stefano Golfari

Gianfranco Miccichè
Gianfranco Miccichè
“Lo vuole la gente… E quando un popolo si muove nessuno può fermarlo, il Sud, il mezzogiorno d’Italia avrà il suo Partito”. Sembra un Bossi rinato in Sicilia, Gianfranco Miccichè: parla con la foga e con la nettezza di chi crede in un destino ineluttabile, di chi già vede sulla scheda elettorale delle prime elezioni disponibili un simbolo tondo che invita a votare per una nuova Lega, quella che unisce tutte le regioni meridionali in un unico progetto politico: il Partito del Sud, appunto.

Ma è un'utopia, per ora. No?
"No, è tutt’altro che un'utopia. Siamo una realtà, concreta, istituzionalizzata, e vincente. Ma lo siamo, per ora, solo in Sicilia. Questo è il problema: trovare il metodo più adatto, più giusto, per fare sistema con le altre regioni, per organizzare una solida rete politica multiregionale. Ma la gente è pronta, la gente del Sud lo sente che stiamo facendo la cosa giusta...".

Scusi, ma è sicuro che un impiegato napoletano, oppure a un contadino del Tavoliere delle Puglie stiano seguendo quel che accade nel Parlamento regionale siciliano?
"L’esempio siciliano è luminoso. Governiamo una grande regione d’Italia con un nuovo patto che lega Lombardo e me stesso a un progetto preciso: riportare in prima fila la questione meridionale, di tutto il Sud, ma con la dignità e la forza che ci deriva dall’essere già, con l’Mpa e con il Pdl che è con me, una forza di governo autonomista. Pensi: la Lega spera di governare una grande regione del Nord, nel prossimo futuro… Noi già governiamo la Sicilia.

A proposito, che ne pensa della Lega?
"Io ho invidia della Lega, direi che questo è il primo sentimento che provo. Ho invidia di quello che Bossi è riuscito a fare al Nord e che noi, al Sud, non abbiamo saputo fare. Almeno finora. Bisogna provare ammirazione, da un punto di vista politico, per quello come la Lega ha saputo portare avanti le sue battaglie fino ad entrare, dalla porta principale, nella sala di comando del Paese. Oggi il Ministro più importante d’ Italia è Leghista!

Il ministro degli Interni, Maroni…
"
No, io dicevo il Ministro dell’ Economia… Tremonti".

Ma Tremonti non è Leghista!
"Vota Lega…".

Tremonti vota Lega?
"Sicuro! E’ leghista, sfido chiunque a dimostrare che non ha votato Lega nelle ultime prove elettorali…".

Sfida lanciata… Intanto, però, quel che fa Tremonti le piace?
"Persona geniale, ministro effficacissimo. Però la politica economica del governo deve riprendere il cammino che porta verso Sud, vogliamo pari dignità: abbiamo bisogni urgenti e immense potenzialità per il futuro. Il governo è troppo attento al Nord, e troppo poco al Sud. Ma per rimettere in equilibrio la cosa ci vuole un Partito del Sud, accanto al partito del Nord che c’è gia: la Lega.

Lo ha detto a Berlusconi? Luigi Crespi, nell'intervista che ha rilanciato questo tema (vedi link in questa pagina, ndr) ci ha detto che Berlusconi non ha ancora capito la potenzialità del partito del Sud, ma anche che sbaglia ad opporsi perché poi dovrà comunque cedere agli eventi... Lei che ne pensa?
"Non è vero, Berlusconi ha capito e ci appoggia. Ha già capito, come sempre prima degli altri, che la nostra non è un’avventura ma invece una nuova apertura strutturale per la politica italiana, che metterà a posto tante storture, darà nuovo vigore a territori che si sentono abbandonati dalla politica del fare, e – per dirla con Bossi – troverà la “quadra”… Insomma se il destino dell’ Italia è quello di diventare un paese federale, che ci siano dei partiti territoriali è la cosa più logica, più giusta… Ma non ce ne può essere uno solo, solo al Nord…Se no “la quadra” si sbilancia".

E nel Pdl che ne pensano di questa sua voglia di Partito del Sud? E’ appena nato, il Pdl lei lo vuole già smontare…
"Io vedo che in Italia è il bi-partitismo che, è appena nato, e già soffre parecchio. Insomma, il Pd sta in una situazione francamente pietosa, con le spaccature interne che il pre-Congresso sta mostrando in tutta la loro gravità e fragilità iniseme… Non hanno una amalgama, non hanno nemmeno la colla…".

E il Pdl?
"Soffriamo anche noi, meno ma soffriamo. E il problema della coesione ce lo abbiamo pure noi, se no non ci sarebbe bisogno di tre coordinatori nazionali: ne basterebbe uno. Ma non è un incidente di percorso, è un guaio strutturale. La politica deve recuperare, in modo nuovo, il rapporto vero con i territori che abita, che vive, che sente suoi. La Lega lo ha fatto, e ora noi lo faremo anche a Sud". 


 

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