Usa/ Il mea culpa di Hillary in Messico
La promessa di una lotta più aggressiva contro i cartelli della droga messicani ma anche un 'mea culpa' a nome degli Stati Uniti
, che con il loro 'insaziabile' consumo di droga, alimentano una delle più violente galassie criminali del mondo: questo ha portato il segretario di stato Usa, Hillary Clinton, al presidente messicano, Felipe Calderon, nella sua visita in Messico.Clinton, che poco dopo il suo arrivo a Città del Messico per una visita di due giorni ha tenuto una conferenza stampa congiunta con Calderon, e con la sua collega, Patricia Espinosa, sull'onda di una 'vasta offensiva' annunciata mercoledì dalla Casa Bianca proprio su questo fronte, ha promesso che i cartelli del narcotraffico messicano sono destinato a 'fallire'. Ma ha anche ammesso la 'corresponsabilità' del proprio Paese nella piaga del narcotraffico che affligge il Messico, denunciando 'l'insaziabile domanda di droghe illegali' degli americani e 'l'incapacità ' di Washington 'nel prevenire il contrabbando di armi verso l'altro lato della frontiera'.
'I trafficanti messicani agiscono motivati dalla domanda di droga negli Stati Uniti', ha detto la capo della diplomazia di Washington, aggiungendo che i cartelli dei 'narcos' 'si armano con armi di contrabbando che arrivano dagli Usa' e che 'dunque consideriamo essere nostra responsabilità assistere il Messico perché sconfigga un nemico che causa grave danni con la sua violenza'.
Clinton ha anche annunciato la creazione di un ufficio bilaterale in Messico, nel quale 'messicani e americani lavoreranno insieme contro la violenza', e lo sblocco di 80 milioni di dollari per acquistare unità di elicotteri Blackhawk che serviranno per la lotta contro i narcotrafficanti.
La Casa Bianca ha da poco annunciato il varo di un piano, una 'vasta offensiva' contro il traffico di fdroga dal Messico che prevede anche 700 milioni di dollari a sostegno della lotta lanciata dal governo di Calderon con i cartelli della droga, che hanno ucciso oltre 10 mila persone dall'inizio del suo mandato presidenziale, nel dicembre del 2006.
Dopo il suo incontro con il presidente messicano, la segretario di Stato ha sottolineato l'importanza data dall'amministrazione Obama al Messico, dichiarando che 'il nostro vincolo è più forte di qualsiasi minaccia e i nostri popoli condividono un legame solido, perché il Messico ha appoggiato gli Stati Uniti in momenti critici della nostra storia'.

Stretta di mano tra Hillary e Calderon
Non è un caso che Obama abbia scelto proprio Hillary per questa delicata missione. E' nota la sua vicinanza ai latinos, vedi il voto alle ultime primarie democratiche. "Hillary è una della famiglia", spiega Sergio Bendixen, un noto analista della Florida. Ed è per questo che si candida come interlocutore privilegiato con il Messico. Se il Brasile si è affermato come l’interprete principale delle esigenze della regione presso gli States, il Messico rimane, per continuità geografica e comunanza di problematiche e interessi, il primo interlocutore nell’area.



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